Fasce di rispetto stradali, le distinzioni della Corte di Cassazione

L’imposizione di fasce di rispetto stradali, prescrivendo per lo più obblighi di distanza (quale standard speciale la cui operatività si ricollega al recepimento nello strumento urbanistico), sia pure di natura permanente, non costituisce vincolo indennizzabile, in quanto l’area in esse ricompresa ben può essere computata ai fini della volumetria edificabile.

 

Questo è quanto stabilisce la Suprema Corte di Cassazione nella sentenza 5633/2012, nella quale i giudici operano una distinzione della natura dei vincoli di inedificabilità e delle fasce di rispetto.

 

Sostanzialmente, i giudici di Cassazione affermano che quando lo strumento urbanistico di una pubblica amministrazione impone un preciso vincolo vincolo di inedificabilità assoluta, lo stesso risulta sostanzialmente a contenuto espropriativo, soggetto a decadenza quinquennale (ai sensi dell’art. 9 del d.P.R. n. 327/2001 T.U. sulle espropriazioni).

 

Invece, imporre le fasce di rispetto stradali quando lo strumento urbanistico pone obblighi di distanza, sia pure di natura permanente, non produce un vincolo indennizzabile, poiché l’area in esse ricompresa può comunque essere computata ai fini della volumetria edificabile.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico