Finco su Ampliamenti e Piano Casa: “Un programma mai partito”

Con una recente risoluzione (la 4/E) l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che Le agevolazioni del 36 e del 55% non si applicano agli ampliamenti del Piano Casa, in quanto non si tratta di ristrutturazioni ma di nuove volumetrie (leggi anche Ampliamento casa? Nessuna detrazione).

Infatti, si legge nella risoluzione, “… nell’ipotesi di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione, la detrazione compete solo in caso di fedele ricostruzione, nel rispetto di volumetria e sagoma dell’edificio preesistente; conseguentemente, nell’ipotesi di demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una nuova costruzione”.

Su questo tema interviene Finco, la Federazione che riunisce nell’ambito di Confindustria le associazioni di prodotti, impianti e servizi per le costruzioni. Il presidente Mendola, infatti, evidenzia come “tale risoluzione, ancora una volta, vede l’Agenzia delle entrate interpretare in senso corretto, ma restrittivo, quanto posto dal Legislatore a incentivazione dell’efficienza energetica del patrimonio abitativo nazionale con il co­iddetto Piano Casa 2, discendente dall’accordo Stato-Regioni del marzo 2009. In sostanza, né nei criteri base contenuti in tale accordo, né nel testo letterale della norma primaria, che disciplina il bonus del 55%, si ravvisano espliciti riferimenti ai limiti illustrati dall’Agenzia con la risoluzione in questione”.

Crediamo”, continua sempre Mendola, “si sarebbe potuto utilizzare, per esempio, nel caso degli ampliamenti, il criterio della prevalenza: se un immobile è all’80% preesistente lo si potrebbe considerare nel suo complesso come tale, anche dopo un ampliamento del 20%”.

La federazione confindustriale aveva, a suo tempo, sottolineato l’opportunità di rendere applicabile la cumulabilità della agevolazione del 55% ai casi di abbattimento e ricostruzione con premio volumetrico anche in presenza di sagoma diversa (e del resto sono casi isolati quelli in cui un manufatto si demolisce per venire ricostruito esattamente con la forma e volumetria preesistente; infatti di tali interventi non si capirebbe, salvo eccezioni, la motivazione e  comunque non avrebbe molto senso mobilitare ingenti capitali per eseguirli).

Un Piano mai partito
Il Piano Casa non è mai realmente partito in quanto il bonus volumetrico previsto, nelle diverse “declinazioni” regionali, comunque riconducibili al 35% non rappresenta, nelle aree  dove risulta applicabile tenuto conto anche degli strumenti urbanistici regionali e comunali, uno stimolo al mercato sufficiente  a compensare i costi di abbattimento, smaltimento e quelli generali.

La possibilità di abbinare la detrazione del 55% potrebbe (avrebbe potuto ) costituire un incentivo in più, non forse decisivo, ma neanche marginale, senza elevare, misura sicuramente più opportuna ma anche più gravosa per l’Erario, il tenore della percentuale del bonus volumetrico stesso .

In definitiva, afferma Confindustria Finco, se è necessaria una politica di contenimento delle spese, sarebbe pur ora di passare ad una fase che abbia in cima alle priorità lo sviluppo e non  più (solo) una esasperata attenzione ai tecnicismi, controproducente già nel breve, onde arginare le eventuali minori entrate.
Minor gettito fiscale che poi, nel caso del 55% e del Piano Casa, non è tale, trattandosi anzi di interventi che generano sviluppo tecnologico ed industriale, occupazione ed emersione del nero.

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