Geometri: il mercato immobiliare a Milano è vivace, ecco perché

Focus immobiliare patrimonio architettonico e ambientale: re-inventare l’esistente

Sono poco più che bagliori, ma l’auspicio è che possano lasciare intravvedere la fine di un tunnel ancora innegabilmente buio: nei primi mesi del 2015 sono aumentate le erogazioni dei mutui, è cresciuto il numero degli addetti impiegati nei cantieri, si è leggermente ampliata la platea delle famiglie in grado di produrre risparmio. Se altri numeri non obbligassero alla massima prudenza (produzione nelle costruzioni ancora in calo, come certificato dall’Istat) si potrebbe parlare di un avvio di ripresa del mercato immobiliare e incremento della propensione a investire nel mattone.

Nulla osta, tuttavia, cogliere la portata ottimistica di questi dati, soprattutto se l’atteggiamento stimola gli addetti ai lavori – professionisti e costruttori in primis – a riflettere sulle strategie che intendono adottare per far sì che la tendenza acquisti vigore e si trasformi in ripresa autentica.

Questa riflessione è al centro del convegno “Focus Immobiliare – Patrimonio architettonico e ambientale: re-inventare l’esistente”, tenutosi ieri a Milano, presso Galleria Meravigli.

Organizzato dalla categoria dei geometri (è il quarto appuntamento del ciclo GEOMETRINEXPO), l’incontro si pone l’obiettivo di riunire attorno allo stesso tavolo esponenti del mondo politico-istituzionale, del lavoro e della ricerca per immaginare modelli di business in linea con l’edilizia del futuro, post-crisi, ispirata al concetto di qualità del costruito e rispettosa dei limiti al consumo di suolo.

La discussione ha preso l’avvio dai più recenti dati fatti registrare dal mercato immobiliare di Milano – “città termometro” per eccellenza – che nel primo semestre 2015 ha dato prova di una certa dinamicità, facendo registrare un aumento delle compravendite. “Il nostro obiettivo” spiega Maurizio Savoncelli, Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati “è indagare la dimensione qualitativa del dato al fine di comprendere se siamo di fronte agli albori di un nuovo ciclo immobiliare, caratterizzato da una domanda che – stando ai trend attuali – sembra privilegiare  l’acquisto dell’usato da ristrutturare rispetto al nuovo”.

“È innegabile” prosegue Cesare Galbiati, Consigliere nazionale CNGeGL “ che in una città come Milano il costo dell’usato più la ristrutturazione sia inferiore al costo del nuovo, senza contare le convenienze generate dalle agevolazioni fiscali. Tuttavia, sarebbe limitativo non chiedersi quanto incidono sui comportamenti di acquisto le politiche nazionali e le buone prassi regionali di sensibilizzazione al consumo di suolo zero e di incentivazione alla ristrutturazione edilizia e alla riqualificazione energetica”.

Analizzare in profondità il trend – come intendono fare i geometri italiani – è di grande utilità perché fornisce agli operatori del ciclo edilizio e ai professionisti di area tecnica gli elementi per “tarare” le proprie strategie di business, che non possono prescindere da una considerazione ampiamente condivisa: è dal settore privato, dagli investimenti che i piccoli proprietari fanno sul loro immobile che può arrivare la spinta per far tornare a crescere l’edilizia e la domanda interna.

“Questa consapevolezza” prosegue Savoncelli “deve essere il presupposto per una politica di rilancio del settore lungimirante, capace di guardare ai cittadini come parte integrante del processo. Ad esempio, i contribuenti che investono le proprie risorse economiche in un percorso virtuoso di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente dovrebbero essere destinatari di meccanismi fiscali premianti, da sommare alle agevolazioni previste dalla legge. Il convegno sarà l’occasione per condividere con i nostri interlocutori e con il pubblico una proposta che va in questa direzione”.

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