Gli emendamenti approvati dalla Camera sulla Riforma del Condominio

Come ormai noto, il testo della riforma del condominio è stato approvato dalla Camera dei Deputati ed ora attende l’esame del Senato dove verrà, presumibilmente, approvata. Ma rispetto al testo originario come cambierà il condominio con questo testo? In altre parole, quali sono gli emendamenti che la Camera ha approvato sulla riforma del condominio? (Leggi anche Il testo integrale della riforma del condominio approvato dalla Camera).

 

Tra le novità maggiori spicca certamente il nodo delle maggioranze condominiali. La riforma, infatti, riscrive l’articolo del codice civile che le regola (art. 1136). I cambiamenti riguardano sia le maggioranze in prima che in seconda convocazione.

 

In prima convocazione la maggioranza si raggiunge con i 2/3 del valore dei millesimi e la maggioranza delle “teste”. In seconda convocazione, invece, la maggioranza si raggiunge con il numero di condomini presenti e l’approvazione delle decisioni si ha con i voti di almeno un terzo del valore del condominio.

 

Le maggioranze per le delibere
La riforma del condominio prevede che le delibere sulla nomina e la revoca dell’incarico all’amministratore di condominio, sugli interventi di manutenzione e riparazione straordinarie e sugli interventi di interesse “sociale” (per esempio l’abbattimento di barriere architettoniche) richiedano una maggioranza dei condomini presenti all’assemblea e almeno un valore di metà dei millesimi del condominio.

 

Per le decisioni su tutti gli altri interventi di innovazioni e sulle installazioni non centralizzate di impianti autonomi (per esempio impianti TV ed energia) è prevista la maggioranza degli intervenuti ed i 2/3 dei millesimi.

 

Le altre novità della riforma del condominio
Cambio destinazione d’uso di locali comuni: basteranno i quattro quinti;

 

Presenza di animali: il regolamento condominiale non potrà vietare di possedere o detenere animali domestici;

 

Impianto di riscaldamento: è possibile ‘staccarsi dall’impianto centralizzato senza il benestare dell’assemblea, ma è necessario non creare pregiudizi agli altri e continuare a pagare la manutenzione straordinaria dell’impianto condominiale.

 

Amministratore di condominio: scompare il registro degli amministratori di condominio, ma rimangono alcuni requisiti per esercitare la professione (godimento dei diritti civili, titolo di studio, formazione, assicurazione professionale). Per fare l’amministratore, ad esempio, bisognerà frequentare un corso di formazione iniziale, oltre ad aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado. L’amministratore resterà in carica due anni e  potrà essere licenziato prima della fine del mandato qualora abbia commesso gravi irregolarità fiscali o non abbia aperto o utilizzato il conto corrente condominiale;

 

Sito web e assicurazione: l’assemblea condominiale può decidere la creazione di un sito internet del condominio, ad accesso individuale e protetto, per consultare tutti gli atti e i rendiconti mensili. All’atto della nomina l’amministratore dovrà presentare ai condomini una polizza individuale di responsabilità civile che copre gli atti compiuti nell’esercizio del mandato. Gli oneri di questa sono a carico dei condomini.

 

Repertorio dei condomini: soppresso il repertorio presso ogni ufficio provinciale dell’Agenzia del Territorio, che avrebbe dovuto contenere l’anagrafe di ogni condominio contenente le delibere condominiali, i regolamenti, i bilanci e gli atti di contenzioso

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