I 4 ingredienti della ricetta ANCE per abbassare le tasse sulla casa

I costruttori dell’ANCE la chiamano ritorno di passione degli italiani per la casa. Non si tratta di un sentimento vago, ma di una certezza supportata da numeri importanti, tra cui quel +3,6%, di incremento dei volumi delle compravendite immobiliari registrato nel 2014, dopo sette anni di caduta libera.

 

Il dato dell’Agenzia delle Entrate è stato analizzato da ANCE che riporta anche la previsione di Nomisma, secondo cui il trend positivo dovrebbe continuare anche nel 2015.

 

Ma il primo trimestre 2015 ha visto un calo delle compravendite immobiliari del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. C’è un cortocircuito di numeri? Non proprio: molte compravendite si sono concentrate nel 1° trimestre 2014 per sfruttare l’entrata in vigore delle agevolazioni fiscali sull’acquisto. Ecco perché, spiega l’ANCE, al netto dell’effetto di tali agevolazioni fiscali, il numero di compravendite per i primi tre mesi del 2015 si conferma positivo: +0,8%.

 

Anche i mutui per l’acquisto delle abitazioni stanno salendo. Sono prove tecniche di disgelo, come le chiama l’ANCE, tra le famiglie e le banche. Non siamo ancora ai livelli pre crisi (nel 2011, per esempio, gli istituti bancari erogavano mutui fino al 70% del valore dell’immobile. Tale percentuale era crollata nel 2013 a poco più della metà del valore (55%). Oggi, spiegano i costruttori, le banche stanno aprendo i rubinetti una volta di più con prestiti che coprono fino al 61% del prezzo della abitazione.

 

A spingere il mercato immobiliare è anche il quantitative easing della BCE che, pompando enormi quantità di denaro nel circuito economico, ha ridotto i tassi di interesse sui mutui, mai così bassi in Italia. Il livello medio del tasso è, infatti, sotto il 3% e le aspettative sono ancora piatte per un lungo periodo.


La spada di Damocle delle tasse: abbassarle, ecco la ricetta

L’analisi ANCE prosegue evidenziando come la casa sia stata la pronta cassa dei Governi, che si sono succeduti in questi anni di grave crisi, per contribuire al risanamento dei conti pubblici.

 

In un solo anno (dal 2013 al 2014) dalle imposte sugli immobili sono arrivati allo Stato ben 3,8 miliardi di euro in più (+9,8%).

 

Colpevoli dell’aumento di tassazione sono le tasse sul possesso: rispetto al 2011 il gettito fiscale della tassa sul possesso passa da 9,8 miliardi di euro del 2011 (ICI) a circa 24 miliardi di euro del 2014 (IMU+TASI), determinando un incremento della pressione fiscale del 143,5% in soli tre anni.


Per agganciare la ripresa, è la ricetta di ANCE, occorrono 4 ingredienti:

1. Favorire l’acquisto delle case nuove ad alta efficienza energetica: detassazione degli acquisti di abitazioni nuove in classe energetica elevata effettuati fino al 2018 e esenzione per tre anni dall’Imu, Tasi e dalla futura Local Tax.


2. Introdurre incentivi per favorire la permuta tra abitazioni usate e quelle più efficienti sotto il profilo energetico.


3. Stabilizzare nel tempo gli incentivi fiscali per il recupero delle abitazioni (cd. 50%) e per la riqualificazione energetica degli edifici (cd. 65%).


4. Configurare la futura Local Tax come un’imposta unica, stabile quantomeno per 3 anni ed integralmente destinata ai Comuni per il finanziamento dei servizi, con l’ovvia esclusione dell’”invenduto” delle imprese edili (aree e fabbricati costruiti, o ristrutturati, per la successiva vendita).

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