Il Friuli Venezia Giulia approva il Piano casa

La Commissione lavori pubblici e ambiente della Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato il Codice regionale dell’edilizia. Con qualche modifica rispetto al testo precedente, il Piano casa regionale è quindi diventato legge. Tra le novità salienti, va ricordato il limite di tempo introdotto per gli interventi di ampliamento volumetrico e per le ristrutturazioni: cinque anni, mentre il testo precedente non prevedeva limiti temporali all’applicazione della norma.

TIPOLOGIE DI EDIFICI
Destinatari degli interventi sono gli edifici a destinazione in tutto o in parte residenziale, alberghiera, ricettivo complementare e direzionale.  È consentita anche la ristrutturazione degli edifici rustici annessi alle residenze agricole, che dopo l’intervento devono cambiare la destinazione d’uso in residenza agricola.

INTERVENTI AMMESSI
Ampliamenti. Sono consentiti ampliamenti fino al 35%, per un massimo di 200 metri cubi. Gli interventi possono derogare ai limiti di distanze minime e altezze massime, possibilità non ammessa nei centri storici, ma non possono portare all’aumento delle unità immobiliari.
Sopraelevazioni. Sono possibili le sopraelevazioni fuori dai centri storici, ma queste non devono superare i 6 metri, pari a due piani. In questo caso è ammesso l’aumento delle unità abitative, a patto che siano rispettati i parametri sull’aerazione e la luminosità e dopo una pronuncia favorevole da parte delle autorità di tutela del vincolo.
Sottotetti. È possibile recuperare i sottotetti a fini abitativi in concomitanza di interventi di ristrutturazione e restauro. Non si possono invece aumentare le unità abitative e nemmeno modificare la sagoma dell’edificio.

INTERVENTI NON AMMESSI

Impossibile derogare alle norme per la tutela dei beni culturali e del paesaggio, nonché alle disposizioni sulla sicurezza antisismica e antincendio. Le misure non si possono applicare su edifici oggetto di interventi edilizi abusivi, i cui procedimenti sanzionatori non siano stati conclusi entro il 30 settembre 2009, e aree a inedificabilità assoluta.

AUTORIZZAZIONI
Sarà sufficiente la Dia per manutenzioni ordinarie, rimozione delle barriere architettoniche, installazione di pannelli solari e fotovoltaici, realizzazione di pertinenze fino al 10% della volumetria esistente ed entro i 100 metri cubi. Le tettoie non potranno superare i 20 metri quadri.

AMMINISTRAZIONI COMUNALI
L’applicazione della normativa sarà uniforme su tutto il territorio: alle amministrazioni municipali non è, infatti, concesso il potere di limitare l’applicazione delle misure sul proprio territorio. I comuni possono invece stipulare convenzioni per la sostituzione di edifici non coerenti con le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche e ambientali.

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