Il laterizio rettificato è al passo con i tempi

I processi innovativi in atto nel settore produttivo del laterizio tendono nella maggioranza dei casi a una sempre più spinta semplificazione della messa in opera di questo diffusissimo elemento. L’industria del laterizio si trova costretta ad adattare il proprio prodotto alla sempre maggiore richiesta di elementi leggeri, di facile, veloce e nello stesso tempo precisa messa in opera, che proviene dal mercato delle costruzioni.

Il processo industriale di rettifica dei blocchi in laterizio risponde a queste esigenze grazie a una sostanziale riduzione del numero degli elementi da assemblare, la semplificazione dell’esecuzione dei giunti e delle operazioni di finitura. La tecnica del “rettificato” è quindi da considerare come un significativo passo avanti verso la realizzazione di murature di maggior qualità ed a prestazioni migliorate.
Il procedimento di produzione, che consente la realizzazione di elementi dimensionalmente più precisi rispetto a quelli tradizionali, prevede di sottoporre i blocchi di laterizio a un processo meccanizzato di rettifica, prima o dopo la fase di cottura, che, attraverso una coppia di mole  e con alta precisione e ristrettissima tolleranza, sia in grado di rendere la faccia superiore e quella inferiore del blocco perfettamente piane e parallele. Grazie alle moderne tecniche di rettifica gli scarti dimensionali sono dell’ordine di 0,1/0,2 mm).
Particolare attenzione deve essere posta durante la prima fase della messa in opera, quella che riguarda la posa del primo ricorso di blocchi: questi solitamente sono posati con l’ausilio di malta tradizionale, in modo da rendere più semplice la correzione di eventuali differenze di quota. Grazie alla loro precisione dimensionale che caratterizza i blocchi rettificati, la posa di tutti i ricorsi successivi al primo non viene effettuata con uno strato di malta tradizionale (spessore circa 1 cm) ma con un semplice strato di collante cementizio di spessore pari a circa 1-2 mm.

A causa della sua scarsa densità il collante non può però essere distribuito con le tecniche tradizionali, in quanto finirebbe in quantità consistenti nei fori dei blocchi, ma deve essere applicato molto facilmente grazie all’impiego di appositi rulli. L’adozione di prodotti rettificati porta ad un sistema praticamente a secco e al termine del lavoro la muratura si presenta asciutta, omogenea e liscia: nel caso più tradizionale dell’intonaco, può essere steso anche in uno strato più sottile rispetto alle opere tradizionali grazie alla notevole planarità della parete.
Oltre ai vantaggi appena esposti, il laterizio rettificato offre naturalmente anche quelli garantiti dalle caratteristiche fisiche e prestazionali del laterizio. Inoltre i laterizi rettificati in commercio comprendo una ampia gamma di tipologie, che si distinguono tra loro per forma, dimensione e composizione, differenze che spesso conferiscono loro ulteriori vantaggi:
– da prove comparative risulta che la produttività del posatore può anche raddoppiare rispetto ai tempi di realizzazione di una muratura tradizionale;
– migliorano le prestazioni della muratura: la resistenza meccanica, a compressione ed a taglio, a parità di blocco, risulta più elevata;
– migliora l’isolamento termico grazie alla riduzione dei ponti termici rappresentati dai giunti di malta orizzontale e l’eliminazione dei giunti verticali nel caso di impiego di blocchi ad incastro “maschio-femmina” (per i blocchi da 30 cm si ottiene una trasmittanza termica di circa 0,5-0,6 W/m2K)
– ulteriore miglioramento dell’isolamento termico se i blocchi di laterizio rettificato sono realizzati con impasto microporizzato e riempiti con perlite espansa.
Le prestazioni della struttura risultante appaiono complessivamente migliorate: è evidente quanto la quasi totale eliminazione della la malta, dalle cui caratteristiche di produzione, confezionamento ed impiego dipendono buona parte delle qualità di una muratura, aumentano le prestazioni della parete.
In Germania più del 50% della produzione di prodotti edilizi per le murature è riferita ai laterizi rettificati: l’esperienza tedesca ha già dimostrato che la tecnologia del rettificato funziona e presenta significativi vantaggi rispetto alla tecnica tradizionale. Le normative vigenti in Germania consentono infatti l’uso del rettificato senza particolari vincoli.

Purtroppo la normativa italiana non contempla questo tipo di struttura muraria, confermando, anche in questo caso, la sua incompletezza. Il decreto ministeriale 20 novembre 1987, normativa di riferimento per la muratura in zone non sismiche, fa riferimento a murature tradizionali intese come “costituite da elementi resistenti collegati fra di loro tramite malta”. Nella successiva circolare n. 30787 del 4 gennaio 1989 (Istruzioni in merito alle norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento) si stabilisce che tali murature “debbono avere giunti orizzontali e verticali riempiti di malta con spessore compreso fra 5 e 15 mm”. Le murature realizzate con giunti discontinui o con elementi ad incastro, e quindi senza il giunto verticale, sono ammesse in zona non sismica soltanto se si è in grado di documentarne sperimentalmente le prestazioni, e quindi solo passando attraverso a lunghi e dispendiosi procedimenti burocratici (cfr. legge 1086/1971)

Allo stato attuale della normativa è invece escluso l’impiego dei blocchi a incastro e dei blocchi rettificati per murature in zone sismiche: la circolare 10 aprile 1997, n. 65, del Ministero dei lavori pubblici stabilisce che “in ogni caso gli elementi resistenti che compongono la muratura devono essere collegati tra loro tramite malta cementizia (di classe M1 e M2) che deve assicurare il ricoprimento dei giunti orizzontali e di quelli verticali”, escludendo di fatto, come detto precedentemente, murature in laterizio rettificato e spingendo l’Italia ad accumulare forte ritardo tecnologico in questo settore delle costruzioni rispetto agli altri paesi europei.

Articolo di Bertoni Massimiliano e Andrea Cantini

Per approfondimenti
www.pexider.at
www.wienerberger.it
www.blocchitermici.it
www.zwk.de
www.laterizio.it
www.bodenchem.com

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