Il loculo non è accatastato? L’Agenzia scrive al Caro Estinto

La burocrazia italiana, nonostante la cura Brunetta, continua a fare miracoli. Un piccolo comune in provincia di Teramo non accatasta il cimitero e l’Agenzia del territorio invia una lettera a sette defunti con la quale chiede loro di accatastare il cimitero nel quale riposano. Non è uno scherzo.

È successo a Padula, una piccola frazione di poche anime del Comune di Cortino. I funzionari dell’Agenzia avranno pensato a un bel recupero d’imposta quando hanno scoperto che non risultava accatastata una consistente costruzione di circa 1.500 mq immersa nel verde a un chilometro dall’abitato individuata con il sistema del foto-rilevamento. Il complesso comprende una chiesetta, alcune tombe di famiglia e i loculi sistemati su tutto il muro di cinta. Rintracciati gli intestatari delle particelle catastali è partita la lettera di prassi. La normativa di riferimento è quella sulla regolarizzazione degli immobili rurali o comunque non dichiarati al catasto. La missiva, consegnata agli eredi dal postino, informa i ”gentili utenti” che risultano ”intestatari del bene descritto” per il quale ”non è ancora pervenuta nessuna documentazione”.

L’Agenzia naturalmente mette in conto di poter sbagliare e invita i destinatari a segnalare all’ufficio eventuali ”elementi di incoerenza” contenuti nell’avviso. Ma qualora l’avviso risulti corretto gli utenti vengono informati che l’ufficio, scaduto il termine utile per regolarizzare la situazione catastale dell’immobile, ”provvederà a predisporre l’atto di aggiornamento catastale in surroga con addebito di oneri e spese a suo carico”.
La lettera informa anche gli intestatari che la data ‘‘in cui i funzionari dell’ufficio dovranno accedere agli immobili per acquisire gli elementi istruttori” per l’aggiornamento sarà comunicata con apposita lettera.

La lettera si conclude ricordando le sanzioni previste per il ritardato accatastamento: sono comprese tra un minimo di 258 euro e un massimo di 2.066 euro. ”L’importo della sanzione sarà graduato in funzione del periodo intercorso dalla data di scadenza dei termini per l’accatastamento alla data di espletamento dell’aggiornamento catastale”.

Quando ho letto la lettera consegnatami dal postino indirizzata a mio padre -racconta  Bruno Di Berardo, erede di Severino, intervistato dalla ADNKronos – ho subito immaginato che si trattava di un errore. Facendo poche verifiche ho capito che si trattava del terreno su cui era stato costruito il cimitero. Un terreno per il quale era stata avviata la procedura di esproprio negli anni Sessanta, ma che di fatto era stato donato al comune in quanto la procedura non è stata mai completata e mio padre e i suoi fratelli hanno consentito la costruzione senza che ci fosse alcun indennizzo”.
Naturalmente, aggiunge Di Berardo, ”seguendo le istruzioni contenute nella lettera mi sono limitato a segnalare all’Agenzia del territorio che l’immobile da loro individuato è un cimitero. Credo che la pratica sia risolta. Ho anche segnalato il tutto al sindaco di Cortino il quale mi ha confessato che il cimitero non è stato regolarizzato per mancanza di fondi”.

Dall’Agenzia del territorio intanto fanno sapere che la vicenda sarà chiusa appena il comune provvederà ad accatastare il cimitero. Quella condotta con i rilievi fotografici, spiegano, è un’indagine massiva che serve a individuare immobili non registrati. Nel caso specifico sarà possibile chiarire tutto senza aggravio per gli interessati.

Fonte adnkronos.com

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