Imbullonati: le Entrate chiariscono il nodo Fotovoltaico

Imbullonati: le Entrate chiariscono il nodo Fotovoltaico

Gli impianti fotovoltaici vanno scorporati o no dalla rendita catastale degli edifici a destinazione speciale per il calcolo dell’IMU? La Legge di Stabilità 2016 ha, come noto, previsto la possibilità di aggiornare la rendita catastale delle unità immobiliari appartenenti alle categorie D ed E, scontando dal loro valore quello degli impianti che stabilmente sono fissi nella struttura e contribuiscono al processo produttivo (i c.d. imbullonati).

Il dubbio sorto tra i Geometri e i professionisti riguardava il trattamento da riservare agli impianti fotovoltaici installati su opifici e capannoni industriali. Vanno considerati oppure no? La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E dello scorso 1° febbraio 2016 chiarisce ogni dubbio in proposito. Si legge testualmente: “Non sono più oggetto di stima le caldaie, le camere di combustione, le turbine, le pompe, i generatori di vapore a recupero, gli alternatori, i condensatori, i compressori, le valvole, i silenziatori e i sistemi di regolazione dei fluidi in genere, i trasformatori e gli impianti di sezionamento, i catalizzatori e i captatori di polveri, gli aerogeneratori (rotori e navicelle), gli inverter e i pannelli fotovoltaici, ad eccezione, come detto, di quelli integrati nella struttura e costituenti copertura o pareti di costruzioni”.

Restano inclusi nella stima catastale solo i i pannelli fotovoltaici che costituiscono struttura di copertura o di chiusura verticale delle costruzioni, come quelli integrati architettonicamente. Come scrive l’ing. Laura Milazzo sul blog MyEstimate “dovranno essere totalmente scorporati dalla rendita quei pannelli fotovoltaici che non fanno parte della struttura” (di Laura Milazzo scopri i contenuti del suo manuale MyEstimate pubblicato per Maggioli Editore).

Ricordiamo anche che a partire da aprile 2016 entrerà in vigore la nuova procedura DOCFA 4.00.3, il cui aggiornamento più importante riguarda appunto l’introduzione di un nuovo documento per eseguire l’aggiornamento catastale. Sulle ulteriori novità contenute della nuova procedura DOCFA rimandiamo all’articolo dell’ing. Antonio Iovine pubblicato stamattina sul quotidiano online per professionisti tecnici Ediltecnico.it (di Antonio Iovine scopri i contenuti nel manuale sulla Attribuzione della rendita catastale e la tutela del cittadino).

Resta da segnalare, infine, che il procedimento di aggiornamento DOCFA per gli imbullonati richiederà, l’allegazione di tutte le planimetri degli immobili (ancorché non variate rispetto a quelle depositate in catasto), dei  modelli descrittivi dei beni e della valutazione delle opere. Considerando che c’è tempo solo fino al 15 giugno 2016 per eseguire tale variazione in modo da renderla retroattiva dal 1° gennaio 2016, invitiamo i nostri lettori ad attivarsi immediatamente presso i propri clienti.

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