Immobili non residenziali: Europa batte Italia 4-0

Nella progettazione e nella realizzazione di immobili non residenziali l’Italia è in ritardo rispetto al resto d’Europa. Lo rileva la ricerca Ance-Reag, presentata in questi giorni a Roma: uno studio che ha confrontato il nostro paese con la situazione di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna. Se oltreconfine dominano gli interventi innovativi, in Italia solo il Nord regge il passo: il 65% dei progetti più innovativi si realizza nelle regioni settentrionali, mentre il Sud si conferma in grave difficoltà.

LE INNOVAZIONI EUROPEE
La ricerca Ance-Reag ha analizzato in primo luogo i mercati immobiliari di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna: quattro economie mature che hanno dimostrato una maggiore capacità di innovazione rispetto al nostro paese. Nuovi concept, mix di funzioni, tecnologie avanzate, elevate prestazioni ambientali sono, infatti, le caratteristiche comuni dei progetti stranieri esaminati (circa 40, realizzati negli ultimi 5 anni o ancora in via di realizzazione, su progetti elaborati da professionisti prevalentemente locali).
Sostenibilità tedesca. In Germania, dove i green building con tipologia a torre caratterizzano lo skyline delle principali città, è emersa una particolare attenzione agli aspetti della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico.
Funzionalità spagnola. In Spagna è risultata particolarmente evidente la ricerca di mix funzionali, mirati alla condivisione degli spazi per usi diversi e l’utilizzo di nuovi materiali.
Tecnologia francese. In Francia è risultata prevalente la componente tecnologica, con una forte attenzione al miglioramento complessivo della vivibilità e fruibilità del luogo.
Design made in UK. La particolarità della Gran Bretagna è la continuità del processo innovativo. I format realizzati hanno inoltre un carattere estremamente distintivo rispetto alle altre realtà europee esaminate.

LA SITUAZIONE ITALIANA
Nella fase successiva è stato analizzato il mercato immobiliare non residenziale italiano, ancora in ritardo ma sempre più attratto dai valori della sostenibilità ambientale.
Gli investitori. Nel Nord Italia è localizzato il 65% degli interventi, il 19% al Centro e solamente il 16% nel Sud e nelle Isole. I promotori immobiliari interessati sono 330, nel 67% dei casi si tratta di investitori privati a fronte del 33% di enti pubblici. Solo il 9% dei progetti è promosso da investitori stranieri prevalentemente interessati alla grande distribuzione, alla logistica e alla residenza.
I finanziatori. Dal punto di vista finanziario si può prevedere un investimento di capitale totale di oltre 105 miliardi di euro, a cui corrisponde una media di circa 245 milioni per progetto. I fondi immobiliari italiani detengono il maggior portafoglio (34,7 miliardi), davanti ad assicurazioni (22,6 miliardi), fondi previdenziali (15,6 miliardi), banche (14,5 miliardi) e società immobiliari quotate (2 miliardi).
I progetti. La maggior parte degli investimenti dei fondi si concentra sugli uffici (57% del totale), seguiti da commerciale (21%), sviluppo (14%), logistica e industriale (7%) e residenziale (1%).

La relazione finale

Fonte:
Ance

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