Immobili: si paga l’Iva sulle cessioni gratuite

Le cessioni gratuite di immobili a favore di enti pubblici non sono esenti da Iva, se si inseriscono in un rapporto giuridico complesso che impone oneri per ciascuna delle parti interessate.
A queste conclusioni è giunta l’Agenzia delle entrate in due pronunce del 7 agosto 2008.

Nella prima di queste risoluzioni (r.m. 349/E/2008), l’amministrazione finanziaria risponde all’istanza d’interpello di un comune intenzionato a cedere un’area edificabile, conservando però una porzione del fabbricato in comodato d’uso; la società aggiudicatrice si è offerta di cedere gratuitamente al comune quella stessa porzione di immobile. Secondo l’Agenzia delle entrate, la cessione viene effettuata dalla società aggiudicataria per estinguere una precedente obbligazione. Pertanto, non può applicarsi la disposizione che prevede l’esenzione Iva per le cessioni gratuite rese, tra gli altri, a favore di enti pubblici.

Nel secondo pronunciamento (r.m. 350/E/2008), l’amministrazione finanziaria affronta ancora il tema della disciplina Iva di una cessione gratuita, sempre in favore di un comune. In questo caso si tratta di una palazzina residenziale realizzato all’interno di un programma di riqualificazione urbana. Per l’Agenzia anche in questo caso la cessione al Comune, pur “carente di una immediata e specifica controprestazione”, rappresenta un atto di per se stesso a carattere oneroso. Rientra infatti nell’ambito di un’operazione rilevante economicamente e viene effettuata all’interno di un rapporto giuridico che impone adempimenti e oneri per ciascuna delle parti interessate.

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