L’Agci contro il Piano casa campano: poca attenzione all’edilizia sociale

In questi giorni si discute il Piano casa campano. Intanto però l’Agci (Associazione generale cooperative italiane) polemizza con l’amministrazione regionale della Campania, giudicando il piano “una prima risposta alla crisi edilizia e al disagio abitativo”, priva però di norme specifiche “per edilizia sociale e riqualificazione delle periferie urbane”. 
L’Agci lamenta la mancanza di ascolto dell’amministrazione campana nei confronti delle cooperative di abitazione, sul tema dell’edilizia sociale. Secondo l’associazione, il provvedimento di legge, pur contenendo elementi a sostegno e rilancio dell’economia, presenta dei limiti per quanto riguarda le finalità rivolte ad “incrementare, in risposta ai bisogni abitativi delle famiglie in condizioni di particolare disagio economico e sociale, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica”. L’assenza di una norma specifica mirata alla realizzazione di edilizia sociale, secondo l’Agci, “appare davvero penalizzante rispetto alla ampiezza e gravità del problema”; l’unico riferimento al tema ripreso nell’ultimo comma dell’art. 5 , che rimanda alla definizione di linee guida in ragione della riduzione del disagio abitativo, fa ipotizzare “la messa in atto di meri atti monocratici di natura tecnica, non corrispondenti  ad una volontà politica specifica di indirizzo”. 
PIÙ ATTENZIONE ALL’EDILIZIA SOCIALE
Secondo le cooperative, è altrettanto prioritario e strategico prevedere norme specifiche per la riqualificazione delle periferie urbane – vero problema per la sicurezza e la vivibilità delle città – capaci di fare da traino al settore economico produttivo ed essere elemento di coesione ed inclusione sociale. Su questo tema, l’Agci – anche a seguito di un convegno nazionale organizzato a Salerno nel giugno scorso – ha proposto un’integrazione di comma all’art. 5 del testo di legge della Campania  e del maxiemendamento nazionale. L’associazione ha presentato alla IV commissione regionale anche un emendamento relativo alle aree industriali dismesse con cambio di destinazione d’uso: l’obiettivo è incrementare la realizzazione di alloggi di edilizia sociale, da destinare per metà ad alloggi in locazione a canone sostenibile. 

IL PROBLEMA DELLA CASA DI PROPRIETÀ
La Campania detiene un doppio record negativo per quanto riguarda il mercato immobiliare: è la prima regione in tutto il Sud per numero di famiglie con case in affitto (30,6% a fronte di una media del 17%) ed è l’ultima per numero di famiglie con case di proprietà (69,4%, con una media vicina all’82% nel resto del Paese): dati che secondo l’Agci evidenziano una domanda molto elevata di nuove case, stimata dalla stessa Regione Campania intorno alle 300.000 abitazioni. Per oltre il 60%, poi, questa domanda proviene dalle fasce deboli. 
In questa situazione “non vorremmo  registrare  solo una politica dei buoni casa e di linee guida”, ha dichiarato Aldo Carbone, della presidenza nazionale Agci. “Le cooperative attendono un’inversione di rotta ma soprattutto riferimenti legislativi puntuali e immediati”. In particolare, prosegue Carbone, occorre “risolvere nell’immediato i veri bisogni dell’abitare, ovvero permettere la realizzazione della prima casa soprattutto per i giovani e le famiglie che non possono permettersi l’acquisto di case nel libero mercato e abitazioni a canone sostenibile”.

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