L’Aquila, è crollato anche il Catasto

Iniziano a diffondersi le prime polemiche sui danni causati dal terremoto dell’Aquila e al centro delle discussioni sono soprattutto gli edifici di più recente realizzazione. In alcuni casi la tenuta delle costruzioni  si è rivelata inferiore rispetto a quanto previsto dalle norme anti-sismiche, ma una notizia ha dell’assurdo: è crollato anche il palazzo dell’Agenzia del territorio.
Il quotidiano on-line la Repubblica.it ha dedicato un lungo articolo alla storia – allarmante e al tempo stesso farsesca – del Catasto aquilano: “Dicono che l’hanno costruito a norma anti-sismica, alla prima botta si è rotto. Finirà che l’abbatteranno. E tutti i suoi archivi, le cartine, tutte le sue mappe saranno custodite in una tendopoli. Anche il Catasto, la memoria edilizia della città, ha chiuso per terremoto”.
Purtroppo non si tratta di un edificio di antica costruzione. Il palazzo dell’Agenzia del territorio è stato infatti costruito sulla collina di Villa Gioia, all’Aquila, soltanto nel 1974, quando ormai da tempo erano in vigore le norme anti-sismiche. Come si legge sul sito di Repubblica, il Catasto aquilano sino all’inizio degli anni Settanta era situato dentro Palazzo Centi, edificio storico da tempo occupato dalla Presidenza della Regione e oggi lesionato dal sisma. Nel ’74 la sede del Catasto fu poi trasferita vicino alla stazione ferroviaria in un edificio di cinque piani, già costruito per ospitare un albergo. Dopo un cambio di destinazione d’uso, l’edificio fu affittato dai proprietari alla pubblica amministrazione. 
Il cambiamento, a quanto si vede oggi, non fu dei più felici. Come dichiarato da Pietro Di Stefano, del Provveditorato alle opere pubbliche dell’Aquila, un edificio pubblico dovrebbe rispettare norme anti-sismiche diverse e “avere un coefficiente di protezione per i terremoti del 40% in più rispetto agli altri palazzi”. Tuttavia, il palazzo dell’Agenzia del territorio “staticamente, è andato”, come ha affermato dopo un’ispezione Antonio Perrotti, dirigente generale dell’assessorato al territorio della Regione Abruzzo.
NIENTE CAOS PER I DATI CATASTALI
Le registrazioni catastali rimarranno quindi sepolte ancora a lungo. Per fortuna però i dati catastali relativi agli ultimi venticinque anni sono salvi, informatizzati all’interno dei server del Ministero del tesoro, e possono essere messi a disposizione sin da ora a chi ne faccia richiesta. Franco Maggio, direttore centrale dell’Ufficio cartografia, catasto e pubblicità immobiliare dell’Agenzia del territorio, ha confermato che “le banche dati del catasto sono tutte in salvo. Tutti gli ultimi salvataggi risalgono al giorno precedente al terremoto: la situazione è cristallizzata a quella data.”
Fonti la Repubblica.it, Ansa

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