L’Architettura e i pannelli lenticolari per effetti 3D

Si parla di 3D sempre più spesso al cinema o in televisione, ma da qualche tempo il tema del 3D sta entrando con successo anche nel mondo dell’architettura. La cosa a prima vista può apparire contraddittoria dato che la tre dimensioni sono la natura stessa dell’edificare, ma le attuali tecnologie di stampa digitali riescono a donare tridimensionalità e dinamicità anche a superfici piane di grandi dimensioni. Come?

 

Grazie all’applicazione di pannelli decorativi realizzati con la stampa lenticolare che permettono di trasferire l’effetto della tridimensionalità in pochi millimetri di spessore. Un metodo di stampa autostereoscopico, che consente di ottenere la percezione di animazioni 3D, senza l’ausilio di occhialini, su ogni tipo di supporto stampato. Una innovazione tecnologica in grado di affascinare lo spettatore mediante effetti di movimento e illusioni di profondità, capaci di attirare l’attenzione in modo originale e inaspettato.

 

Il processo percettivo si basa sul meccanismo grazie al quale i nostri occhi vedono due prospettive leggermente diverse che, combinate tra loro dal cervello, permettono di vedere anche la profondità. Questo fenomeno si chiama parallasse ed è alla base della tecnica lenticolare, per trasformare fotografie e illustrazioni fisse in immagini dinamiche. Lo spettatore ha l’illusione di toccare con mano ciò che sta visualizzando sulla parete, sia essa all’interno di spazi commerciali, museali o espositivi sia in ambienti esterni ad alto passaggio.

 

Le superfici sono in grado di mutare a seconda del punto di vista e dunque della posizione dell’osservatore e capaci di dare il senso della tridimensionalità: ciascuna immagine viene ridotta in strisce che si alterneranno al di sotto di uno strato sottilissimo di minuscole lenti parallele che consentono al nostro occhio di vederne, data la posizione, solo alcune, che andranno a comporre uno dei fotogrammi dell’animazione. Spostandoci, le lenti  nasconderanno alla nostra visione altre strisce e ci mostreranno solo quelle che si uniranno in una nuova immagine delle sequenza animata.

 

L’alto livello qualitativo delle stampe lenticolari riscuote un elevato successo nell’ambito della comunicazione e di eventi o allestimenti, grazie ad installazioni suggestive anche di grandi dimensioni che vogliono utilizzare le potenzialità di movimento e tridimensionalità offerte da questa tecnica. Mediante l’utilizzo di specifici software, materiali appositi e l’impiego di processi produttivi all’avanguardia, è possibile ottenere numerosi effetti lenticolari che si dividono prevalentemente in due grandi strategie: la tridimensionalità e il movimento. Attraverso gli effetti di movimento, come il Flip e il Multiframe, è possibile realizzare una breve animazione e ricreare il contenuto di un video su supporti quali pannelli o involucri. Gli effetti morphing e zoom, permettono il passaggio graduale di un oggetto in un altro, o la concentrazione su un particolare della scena per un risultato ad alto impatto dinamico.

 

Realizzabili a partire da comuni files digitali le stampe lenticolari sono un’innovazione semplice da utilizzare in ambienti ancora inesplorati. La speciale tecnologia non è applicata solo alla pubblicità ed ha già conquistato il mondo del design come i progetti di Peter Marino, Ara Starck, Annette Meyer, Fabio Ongarato o il recente utilizzo di tre pareti lenticolari (Ikons, Mutalblob Pink e Mutalblob Lime) progettate da Karim Rashid nella stazione “Università” all’interno della Metropolitana di Napoli, che con una superficie di 250 metri quadri rappresentano la più grande installazione lenticolare del mondo e sono state realizzate mediante un ambiente di modellazione 3D virtuale.

 

Articolo di Andrea Cantini

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