L’eolico senza pale

«Tornado Like», primo esempio di eolico di nuova generazione: un aerogeneratore a vortice senza pale rotanti esterne. Entro pochi mesi potrà essere installato e diventare un’alternativa ai contestati generatori tradizionali che con le loro grandi pale provocano reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e amministrazioni. Estetico, efficiente ed economico. E’ la sperimentazione del principio dell’energia diffusa, contro le grandi pale eoliche.

L’energia eolica è la fonte energetica in maggiore crescita a livello mondialegrazie alla generazione di energia da una fonte rinnovabile come il vento. Una alternativa ai contestati aerogeneratori dai grandi piloni e dal grande impatto paesaggistico oggi c’è: la generazione diffusa di energia con piccoli generatori all’avanguardia. Sarà il Parco dei Monti Sibillini, tra Umbria, Marche, Abruzzo e Molise, ad utilizzare per primo il nuovo impianto sperimentale per la produzione di energia rinnovabile messo a punto dai laboratori russi della “Russian House for International Scientific & Technological Cooperation” di Mosca, grazie agli studi di Ivan Gachechiladze e Gennady Kiknadze, e curata nella messa a punto dalla italiana Western Co. Snc specializzata nel campo delle nuove tecnologie.

La macchina ha una struttura a camino conico, e il fatto di non avere le pale la rende meglio mimetizzabile nell’ambiente. Queste piccole torri (6m x 3m) permettono al vento di incanalarsi dalla base e di salire verso la sommità creando un mini-tornado. All’interno, per aumentare la superficie utile al girare continuo dell’aria, le pareti sono lavorate come una pallina da golf, non con una superficie liscia, ma con piccoli crateri che le consentono di aumentare la sua velocità, per il minore attrito dell’aria. Proprio alla sommità particolari turbine si azionerebbero creando energia con rendimenti assolutamente paragonabili a quelli dei moduli eolici tradizionali. L’innovativo impianto è composto di un vortice con un avviatore che, con velocità del vento di 3-4 metri/sec, assicura una potenza meccanica di 100/200 watt ed una potenza di circa 8 kW, sufficienti per i consumi di due famiglie. Gli impianti progettati dai russi potranno arrivare a picchi di potenza fino a 50 kW. Tra gli altri vantaggi vi è la possibilità di sfruttare anche correnti eoliche a bassa velocità, oltre ad un costo inferiore di circa il 30% rispetto ad un normale aerogeneratore. I getti a vortice riescono infatti a loro volta a formare una nuova classe di correnti in maniera continua consentendo il funzionamento anche in quasi totale assenza di vento.

I test vanno già avanti dallo scorso anno e a breve si dovrebbe passare finalmente alla produzione. La sperimentazione è attuata da un consorzio di aziende hi-tech marchigiane e toscane, sotto la guida dell’Università delle Marche e del Cnr di Firenze e con il monitoraggio delle Università di Pisa e Camerino: si conta di mettere in produzione le prime macchine nel corso del 2010. Grazie ad un modello di generazione diffusa dell’energia è possibile ottenere notevoli altri vantaggi:
– la generazione di energia elettrica nel luogo di consumo stesso, evitando le dispersioni legate alla trasmissione;
– la notevole semplicità di collegamento alla rete e la facilità di quest’ultima ad assorbire la po¬tenza immessa;
– un impatto occupazionale diffuso per l’installazione e la manutenzione degli impianti.

Articolo di Andrea Cantini e Massimiliano Bertoni

Per approfondimenti:
www.western.it
www.sibillini.net

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico