La certificazione ecosostenibile del legno

La certificazione forestale costituisce uno dei temi più originali sviluppatisi negli ultimi anni nell’ambito del sistema foresta-legno. Uno strumento innovativo per garantire che le materie prime utilizzate per realizzare i prodotti in legno provengono da foreste gestite secondo criteri di sostenibilità.

Anche se molti boschi sono gestiti in maniera responsabile, molte altre foreste sparse nel mondo vengono continuamente distrutte ad una velocità esorbitante. Inoltre i fenomeni di deforestazione si legano a processi di illegalità, specialmente nei paesi in via di sviluppo: violazioni delle concessioni forestali, tagli di specie tutelate in aree protette, esportazione di legname protetto da convenzioni internazionali, sfruttamento dei lavoratori e delle comunità locali, etc. Per avere la dimensione del fenomeno, si deve tener conto che negli anni ‘90 è scomparsa un’area pari all’estensione di Finlandia, Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda, Germania ed Olanda messe insieme ed il ruolo dell’Italia nel settore foresta-legno su scala globale è un ruolo di grande importatore e di trasformatore di materie prime. Ad oggi, la tutela delle risorse forestali mondiali ha conquistato l’attenzione dei governi e della società civile e si è andata affermando la Certificazione forestale indipendente, come strumento per favorire la buona gestione e la valorizzazione delle foreste e dei loro prodotti. La scelta di utilizzare legno proveniente da foreste ben gestite è ancora puramente volontaria e si basa, anzitutto, sulla sensibilità di ogni azienda verso i temi sopra descritti, ma costituisce anche un importante strumento strategico e commerciale, data la sempre maggiore richiesta etica dei consumatori.
Il mondo della certificazione della buona gestione di foreste/piantagioni e della catena di trasformazione e commercializzazione dei prodotti forestali, è polarizzato da due organizzazioni entrambe senza scopo di lucro: l’FSC ed il PEFC, che costituiscono oggi i due soli standard di certificazione forestale validi a livello mondiale.
Esistono punti di contatto, ma anche differenze e divergenze tra i due schemi principali, il che preclude, per ora, un loro possibile mutuo riconoscimento e la creazione di un unico schema e di un unico marchio su scala mondiale. Questa situazione di competizione, sebbene crei confusione nel mercato e nelle aziende, porta se non altro ad una salutare tensione che può sfociare in un effettivo miglioramento di entrambi. Per tale ragione molte aziende del settore preferiscono utilizzare la doppia certificazione FSC-PEFC.

FSC – FOREST STEWARDSHIP COUNCIL
E’ una organizzazione internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, basato su enti accreditati, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali (Greenpeace, WWF, Legambiente, Friends of Earth, Amnesty International, etc.), comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati, tecnici e gruppi della grande distribuzione organizzata (Ikea, Castorama, Coop, etc.) che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Lo schema di certificazione FSC è stato il primo (1993) su scala mondiale. Attualmente le aziende italiane in possesso di una valida certificazione FSC sono circa 350. La prima certificazione FSC rilasciata in Italia risale al 1997.

PEFC – PROGRAMME FOR ENDORSEMENT OF FOREST CERTIFICATION SCHEMES
Sulla scia dell’esperienza del FSC nacque nel 1998 il PEFC, originariamente acronimo di Pan European Forest Certification, sviluppato dal settore privato. Tale schema, infatti, nelle intenzioni originarie era applicabile esclusivamente alle foreste europee, e tale è rimasto sino al 2003, anno in cui sono stati accolti anche schemi di altri continenti (Australia, Cile, Brasile, Canada, USA). Il PEFC ha dato vita ad un sistema di certificazione basato su enti accreditati, sostenuto da numerosi soggetti appartenenti al settore foresta-legno. In Italia nasce nel 2001 e la prima certificazione risale al 2002. Attualmente le aziende italiane in possesso di una valida certificazione PEFC sono circa 250. Nel 2008 è lo schema di certificazione forestale più diffuso a livello mondiale.
Sono due i principi di riferimento su cui si basano sia FSC che PEFC:

– Certificazione della buona gestione forestale
L’oggetto della valutazione é la gestione delle foreste e delle piantagioni, a partire dalle prime fasi di pianificazione forestale, passando attraverso gli aspetti della selvicoltura sostenibile, fino all’abbattimento ed all’esbosco.

– Certificazione della rintracciabilità dei prodotti forestali (Catena di Custodia)

Quella che viene chiamata Catena di Custodia – CoC (Chain of Custody) identifica il canale attraverso cui è commercializzato un prodotto partendo dall’origine delle materie prime, passando attraverso tutti i processi di trasformazione, fino ad arrivare alla sua vendita ed all’utilizzazione finale, garantendo la rintracciabilità dei prodotti forestali e fornendo valore aggiunto al prodotto.

La crescita della responsabilità sociale delle imprese e della coscienza verso acquisti responsabili dei consumatori, unita al ruolo giocato dalle istituzioni, tramite la formulazione di appalti specifici, ha posto le basi per un migliore e più responsabile impiego delle risorse naturali mondiali, senza compromettere, anzi in molti casi incrementando, le potenzialità economiche, di marketing e commerciali.

PRODOTTI PER L’EDILIZIA PROVENIENTI DA FORESTE GESTITE IN MANIERA RESPONSABILE
– Carpenteria, segati e tranciati
– Legno ingegnerizzato (lamellare, tranciati, ecc)
– Pavimenti e parquet
– Porte e serramenti
– Pannelli isolanti
– Arredi da interni ed esterni, arredi urbani
– Carta e cellulosa
– Imballaggi e pallets.

Articolo di Andrea Cantini e Massimiliano Bertoni

Per approfondimenti:
www.fsc-italia.it
www.pefc.it
www.aisf.it

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