La CIL, scopriamo la nuova comunicazione inizio lavori

Piccoli interventi di edilizia possono essere realizzati senza il rilascio di un vero e proprio titolo abilitativo. Si tratta delle c.d. opere di edilizia libera per le quali occorre produrre una semplice comunicazione di inizio lavori, meglio conosciuta con l’acronimo CIL.

 

Qualche giorno fa, l’arch. Mario Di Nicola ha illustrato sulle pagine di Ediltecnico i diversi regimi giuridici della comunicazione di inizio lavori, che proponiamo oggi ai nostri lettori, ricordando il volume appositamente dedicato, scritto dallo stesso Di Nicola e in offerta sullo store online di Maggioli Editore.

 

Da un primo esame delle norme che regolano la comunicazione inizio lavori, si evidenziano i differenti regimi giuridici che la distinguono, in base:

– agli interventi che si possono realizzare;

– alle procedure per la comunicazione inizio lavori;

– alle figure coinvolte;

– alle differenti responsabilità;

– alle sanzioni applicabili;

– al contributo di costruzione.

 

Difatti sulla base di tali elementi, si distinguono tre diversi regimi giuridici:

1. Opere soggette a semplice comunicazione (di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 Testo unico per l’edilizia);

2. Opere soggette a comunicazione inizio lavori da parte dell’interessato (di cui all’articolo 6, comma 2, lett. b), c), d) ed e), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 Testo unico per l’edilizia);

3. Opere soggette a comunicazione inizio lavori asseverata da un tecnico abilitato con elaborato progettuale (di cui all’articolo 6, comma 2, lett. a) ed e-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 Testo unico per l’edilizia).    

 

Sommariamente, le opere che rientrano nei citati regimi giuridici si possono suddividere nel modo seguente:

I Regime giuridico:

– manutenzione ordinaria;

– eliminazione barriere architettoniche;

– opere temporanee di ricerca nel sottosuolo;

– movimenti terra;

– serre mobili stagionali;

– depositi di gas di petrolio liquefatto.


II Regime giuridico:

– opere temporanee, per un periodo massimo di 90 giorni;

– opere di finiture spazi esterni, intercapedini interrate, vasche di raccolta acque, locali tombati;

– pannelli solari, fotovoltaici, a servizio di edifici, al di fuori delle zone A del decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444;

– aree ludiche senza fini di lucro;

– elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. 


III Regime giuridico:

– manutenzione straordinaria, ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne che non riguardino parti strutturali dell’edificio;

– modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, sempre che non riguardino le parti strutturali, ovvero le modifiche di destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa.

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