La «lavatrice» perde acqua

Piove dentro la Cancelleria federale tedesca. In particolare, piove da mesi dentro l’ufficio di Angela Merkel, al settimo piano dell’avveniristico palazzo berlinese, progettato dagli architetti Axel Schultes e Charlotte Frank. Secondo il quotidiano “Bild”, la stessa Merkel sarebbe stata costretta a traslocare, per poter svolgere tranquillamente le sue mansioni quotidiane.

Di fronte a questa situazione, che sembra perdurare da mesi, il ministro dell’edilizia Peter Ramsauer ha disposto una perizia ufficiale. Duro il giudizio degli esperti: le finestre e le pareti vetrate dell’edificio non sono più impermeabili, mentre il garage sarebbe perennemente soggetto a infiltrazioni d’acqua. A quanto pare, però, i due celebri architetti berlinesi non sono più perseguibili penalmente. Per la legge tedesca, infatti, la responsabilità dei progettisti decade dopo cinque anni, e i lavori alla Cancelleria federale sono ormai stati ultimati otto anni fa.

BREVE STORIA DELLA LAVATRICE
Collocata lungo il fiume Sprea e di fianco al Parlamento, la Cancelleria di Schultes e Frank è diventata uno dei simboli della Berlino moderna, insieme al Reichstag rivisitato da Norman Foster, al Museo ebraico di Daniel Libeskind e alla Potsdamer Platz di Renzo Piano. La struttura è riconoscibile soprattutto per le sue ampie facciate vetrate, spesso incorniciate da insoliti oblò. Proprio per queste forme i berlinesi hanno ribattezzato l’edificio con un appellativo ironico: la “Lavatrice”.
In questi anni non sono mancate le critiche al progetto. Lo stesso ex-cancelliere Gerhard Schroeder, in un primo momento, ha mostrato di non apprezzare “l’aspetto monumentale dell’edificio” (in realtà nemmeno troppo monumentale per gli standard italiani). Alcuni critici hanno invece storto il naso di fronte alla facciata brillante della Cancelleria, realizzata in arenaria bianca e particolarmente luminosa quando illuminata dai raggi solari.

TEMPI DURI PER LA REPUBBLICA FEDERALE (E PER I SUOI PALAZZI)
Nei giorni scorsi l’ufficio di Angela Merkel era già stato vittima di un episodio spiacevole: alcuni manifestanti, per protesta contro la missione tedesca in Afghanistan, avevano imbrattato l’esterno della Cancelleria, lanciando contro un muro sfere di vetro riempite di vernice blu, gialla e rossa.
Alcuni danni strutturali si sono invece registrati nei palazzi costruiti per ospitare i parlamentari e le commissioni tedesche. Le nuovissime costruzioni, situate vicino al Reichstag, hanno già messo in mostra diverse perdite e crepe.

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