La superficie nelle visure catastali e il nodo del dato netto

La superficie nelle visure catastali e il nodo del dato netto

Da lunedì scorso, come è noto, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile il dato della superficie nelle visure delle unità immobiliari censite nelle categorie dei Gruppi A, B e C. Oltre ai dati identificativi dell’immobile (Comune, sezione urbana, foglio, particella, subalterno), e ai dati di classamento (zona censuaria, categoria catastale, classe, consistenza, rendita), da oggi sarà riportata direttamente in visura anche la superficie catastale, calcolata come stabilito dal DPR n. 138/1998.

Altro dato importante che sarà finalmente visibile anche nelle visure è quello relativo alla superficie degli immobili è quello della “superficie a fini TARI” che, per le sole destinazioni abitative, non tiene conto di balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza.

Tutto bene, sembrerebbe, anche se ieri su Il Sole 24 Ore, Pasquale Mirto rileva come questa previsione “confligge con la normativa primaria, sia TARES che TARI”. Infatti, ai fini del calcolo del tributo si prevede che il Comune possa considerare come superficie assoggettabile la superficie catastale nella misura dell’80% determinata secondo i criteri dell’allegato C del DPR 138/1998.

Ora, tale allegato indica che nel calcolo della superficie deve essere aggiunto anche il 30% della superficie di balconi, terrazze, ecc. se queste hanno un’ampiezza superiore ai 25 metri quadri. La percentuale scende dal 30 al 10% per le aree scoperte con superfici inferiori.

“Siccome la normativa primaria impone di considerare la superficie catastale, che comprende una quota parte dei balconi”, si domanda Mirto, “non si capisce a cosa serva l’indicazione in visura catastale della superficie catastale totale al netto dei balconi”.

A tutta prima questo dato netto parrebbe del tutto irrilevante e anzi, mette in guardia l’editorialista, rischia di mandare in confusione il contribuente.

Fortunatamente, oggi, il criterio vigente della superficie calpestabile e quella pari all’80% della superficie catastale lorda sono molto simili. Anzi, spesso quella calpestabile è maggiore di quella calcolata come 80% della superficie catastale. “Si pensi a garage e cantine”, conclude Mirto nel suo intervento sul quotidiano di Confindustria: “l’unica differenza è data dai muri e ciò porta a ritenere che l’80% della superficie catastale sia sistematicamente inferiore a quella calpestabile”.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Un commento su “La superficie nelle visure catastali e il nodo del dato netto

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico