Le differenze tra Ristrutturazione edilizia e Restauro, Risanamento conservativo

Le differenze tra Ristrutturazione edilizia e Restauro, risanamento conservativo

Cosa differenzia un intervento di ristrutturazione edilizia e uno di restauro e risanamento conservativo? Non si tratta di una domanda banale per due motivi: il primo è relativo al fatto che la quasi totalità dei lavori edilizi in Italia in questi anni riguarda proprio questi due tipologie di interventi e il secondo motivo è che le differenze tra ristrutturazione edilizia e restauro e risanamento conservativo sono minime e non di facile individuazione.

L’arch. Mario Di Nicola ha provato a rispondere per noi a questa domanda. Anzitutto è necessario individuare la norma base che, per entrambi i tipi di intervento, è il testo unico dell’edilizia (DPR n. 380 del 2001).

In particolare, le definizioni di restauro e risanamento coservativo e di ristrutturazione edilizia si trovano all’articolo 3 del DPR n. 380/2001, rispettivamente alla lettera c) e alla lettera d).

Prima di proseguire, è utile riportare integralmente le due definizioni così come sono state modificate dal Decreto Sblocca Italia. A questo proposito, ricordiamo che l’arch. Di Nicola ha realizzato un eccezionale manuale operativo che riporta tutte le modifiche alle procedure edilizie dopo il decreto Sblocca Italia, che invitiamo i lettori a consultare e acquistare sullo store online Maggioli Editore.

Restauro e risanamento conservativo (DPR 380/2001, art. 3, lettera c))

Gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Ristrutturazione edilizia (DPR 380/2001, art. 3, lettera d))

Gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente.

Le differenze tra ristrutturazione e restauro

Come di consueto, in questi casi, a dare un’interpretazione e a definire le differenze tra ristrutturazione edilizia e restauro e risanamento conservativo è la giurisprudenza.

E allora vediamo come il Consiglio di Stato definisce un intervento di restauro. Si tratta di un’attività che ha l’obiettivo di “conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali (di esso) …, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili …”.

Non solo. Poiché il restauro implica anche il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione di elementi estranei o la sostituzione di elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso…», l’eliminazione di elementi o estranei, o deteriorati di tal organismo preesistente non consente di confondere la relativa vicenda con quella della ristrutturazione edilizia.

La ristrutturazione edilizia, invece, è un rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio e nell’alterazione dell’originaria fisionomia e consistenza fisica dell’immobile, incompatibili con i concetti di manutenzione straordinaria e risanamento, che invece presuppongono la realizzazione di opere che lascino inalterata la struttura dell’edificio e la distribuzione interna della sua superficie (Consiglio di Stato, Sezione V, 17 marzo 2014 n. 1326; id., 17 luglio 2014 n. 3796; id., 5 settembre 2014 n. 4253).

Recentemente, infine, sempre i Giudici di Palazzo Spada hanno ribadito che: il restauro ed il risanamento sono quell’insieme sistematico di opere anche sulla struttura (compresi il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio) che rispettino gli elementi fondamentali dell’organismo edilizio e ne assicurino le destinazioni d’uso compatibili con questi ultimi.

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