Le novità per professionisti, edilizia e ambiente nella Legge di Stabilità 2015

La Legge di Stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2014, contiene numerose disposizioni su svariati argomenti. In questa sede schematizziamo le 6 novità principali che interessano i liberi professionisti, l’ambiente, la fiscalità e l’edilizia.

 

Per i liberi professionisti la novità principale riguarda il nuovo regime dei minimi che sarà basato su un sistema a forfait. Rispetto alla situazione precedente, il regime sarà diverso in funzione della specifica attività. L’imposta sarà il 15% di un valore non più ottenuto dalla differenza tra costi e ricavi, ma in base a un determinato coefficiente. Per i professionisti sarà il 78%.

 

Non ci sarà più il livello minimo imponibile per i contributi previdenziali, calcolati in percentuale sul reddito (percentuale variabile da attività ad attività). Importo massimo di 5.000 euro di spese per collaboratori e dipendenti e 20.000 euro per beni strumentali.

Variabili anche le soglie di fatturato, sempre in base all’attività. Tranne determinate eccezioni

 

Il bonus mobili viene prorogato di un anno, fino al 31 dicembre 2015. Sarà possibile portare in detrazione fino al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici a elevata efficienza energetica, purché legati a opere di ristrutturazione edilizia.

Sempre di un anno prorogate anche le misure fiscali di agevolazione sulle opere di ristrutturazione edilizia (50%) e sulle opere di efficientamento energetico delle abitazioni (65%, il c.d. Ecobonus).

 

Per le operazioni di risanamento e bonifica dall’amianto vengono stanziati fondi ulteriori per 45 milioni di euro. Tale finanziamento comprende anche il sostegno alle vittime dell’amianto.

 

A livello fiscale, viene confermato il temuto innalzamento al 22% dell’IVA sull’acquisto di pellet da utilizzare come combustibile per il riscaldamento domestico.

 

Viene invece bloccato l’innalzamento delle aliquote da applicare sulla prima casa per IMU e TASI (si temeva un incremento possibile fino al 6 per mille). Il tetto massimo fino a cui si potrà aumentare l’imposizione fiscale sarà del 3,3 per mille (2,5 per mille più un incremento extra massimo dello 0,8 per mille).

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