Le partite IVA chiedono più attenzione al Governo, la lettera della CGIA Mestre

Professionisti, artigiani, lavoratori autonomi. Insomma, il c.d. Popolo delle partite IVA promuove il Governo, ma chiede di fare di più e lo esprime attraverso una lettera aperta che il numero uno di CGIA Mestre, Giuseppe Bortolussi, affida alle pagine del Corriere del Veneto di domenica scorsa.

 

Povertà ed esclusione sociale sono le due più drammatiche conseguenze del perdurare della crisi che stanno sopportando i lavoratori autonomi, scrive Bortolussi.

 

“Questa categoria produttiva specifica il presidente della CGIA Mestre – non ha potuto beneficiare delle più importanti misure a favore del mondo produttivo che ha messo in campo in questi primi 14 mesi di lavoro. Nel corso degli anni questi contribuenti hanno subito un progressivo aumento del prelievo previdenziale”.

 

“La Legge di Stabilità ha istituito il nuovo regime dei minimi – riprende Bortolussi – che doveva semplificare e alleggerire il carico fiscale: il risultato è stato controverso e per certi versi addirittura peggiorativo rispetto ai regimi forfettari in essere. Alla fine, grazie al decreto Milleproroghe, si è fatto marcia indietro e si è ritornati alla situazione in vigore fino all’anno scorso”.

 

E poi c’è la questione del taglio dell’IRAP sul costo del lavoro e sul Bonus degli 80 euro. Nessuna di queste agevolazioni, ricorda Bortolussi “riguarderà le attività che non hanno dipendenti”.

 

E poi, continua nella sua lettera a Renzi, “a differenza dei lavoratori dipendenti, quando un autonomo chiude definitivamente bottega non dispone di alcuna misura di sostegno al reddito: non beneficia dell’indennità di disoccupazione e di alcuna forma di cassa integrazione in deroga e/o ordinaria/straordinaria”.

 

Leggi la lettera aperta sul sito della CGIA Mestre.

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