Macchine edili ibride. Il potere di eco-risparmiare

È il momento dell’ibrido, questo lo sappiamo. Tutti ne parlano, c’è un grande fermento attorno a questa nuova tecnologia: dalle auto, la tecnologia dell’ibrido approda anche nel mercato delle macchine edili e movimento terra, coniugando l’attenzione all’ecologia e al rispetto dell’ambiente con il risparmio energetico.

L’auto ibrida, di cui si parla ormai da anni, non fa più notizia: un veicolo ibrido è un veicolo dotato di due sistemi di propulsione (ad es. benzina o diesel con elettrico, gpl, metano e idrogeno). A far notizia è oggi la stessa tecnologia applicata ai mezzi edili (pale gommate, terne, escavatori, ecc). Molte grandi aziende hanno recentemente sviluppato motorizzazioni eco-compatibili ideali per uso professionale: veicoli compatti, maneggevoli, a grande portata e soprattutto ecologici con basso o nullo impatto ambientale.
Mantenendo le caratteristiche e le prestazioni della macchina tradizionale, la versione ibrida si presenta come un veicolo altamente ecologico ed estremamente valido in tutte le situazioni dove è richiesto il minimo impatto ambientale in termini di emissioni inquinanti. In particolare il funzionamento elettrico per tutte le sue indiscusse qualità e vantaggi è il fattore decisivo nell’utilizzo in situazioni mirate. In applicazioni sempre più frequenti, la propulsione elettrica costituisce oggigiorno la sola scelta qualificata, impossibile da ottenere con le macchine tradizionali: le emissioni inquinanti nei cantieri edili e stradali, così come il rumore e le perdite dei generatori benzina/diesel sono spesso vietate nei centri storici e sono comunque fonte di disturbo.

IBRIDI ELETTRICI
Sono attrezzature innovative e pratiche concepite per ridurre l’impatto ambientale: un connubio efficace tra un motore elettrico e un motore diesel in grado di assicurare un risparmio di carburante dal 10 al 60% e ridotte emissioni di CO2. I veicoli ibridi elettrici sono ideali per gli spostamenti di tipo stop and go e garantiscono un’operatività pure in presenza di terreni sconnessi e pendenze significative.

Komatsu
Già in maggio del 2007 Komatsu aveva annunciato il lancio del primo carrello elevatore elettrico ibrido. Nel 2008 Komatsu Ltd ha lanciato sul mercato giapponese la prima macchina da costruzione ibrida al mondo, l’escavatore PC200-8. Gli escavatori normalmente usano motori molto dispendiosi in termini di consumi per via dello sforzo a cui sono destinati, ma con il sistema montato nel Komatsu si combinano un motore elettrico e un motore diesel. Il Komatsu Hybrid System è il cuore della macchina: utilizza un motore elettrico di nuova progettazione che sfrutta l’energia accumulata in fase di decelerazione della rotazione della torretta per incrementare la potenza del motore diesel quando questo accelera. L’energia elettrica extra consente anche al motore di girare al minimo alle basse velocità riducendo ulteriormente il consumo di carburante. La macchina consuma in media il 25% di carburante in meno rispetto agli altri escavatori idraulici della stessa classe.

Caterpillar

Nel gennaio 2009 Caterpillar ha presentato il bulldozer cingolato D7E spinto da un nuovo motore diesel-elettrico, che consentirà di risparmiare il 20% del carburante con un aumento della produttività del 10%. Il motore diesel Acert aziona un generatore di corrente che alimenta due motori elettrici per la trazione, la pompa idraulica e dell’acqua.

Volvo
Nel giugno 2009 è stata presentata la rivoluzionaria pala gommata ibrida L220F Hybrid: dispone di una motorizzazione HybriPower che garantisce più potenza, minore regime di giri, meno tempo con il motore al minimo inutilizzato e minore consumo di carburante. Integrando la motorizzazione diesel con la coppia del motore elettrico all’avviamento, nelle accelerazioni e nello strappo, secondo la Casa svedese si risparmierà fino al 10% di carburante e si aumenta la produttività. La “diesel-electric hybrid drive system” della macchina è il primo riferimento al continuo processo di sviluppo dei potenziali benefici ambientali ed economici che il sistema ibrido può offrire. Il sistema I-SAM (acronimo di Integrated Starter Alternator Motor) sfrutta un abbinata motore elettrico/diesel: quando la pala gommata frena il motore elettrico ricarica le batterie, per poi cedere potenza in fase di ripartenza e accelerazione, con una riduzione dei consumi di diesel del 50%.

VF Venieri
Anche l’Italia è protagonista del mercato ibrido, con VF Venieri che ha presentato alcuni modelli elettrici adatti a lavorare in qualsiasi condizione senza emissione di gas di scarico né rumore: la pala elettrica VF 263B, equipaggiata con motore totalmente elettrico e la nuova mini terna per movimento terra ET 400, vanto dell’azienda in fatto di innovazione, depositato e brevettato sia in Europa che negli Stati Uniti ad ulteriore conferma della unicità della soluzione che la rende una efficiente macchina ad inquinamento “0”.

Secondo la Commissione italiana veicoli elettrici stradali l’Italia è il paese europeo con più incentivi per i mezzi elettrici. Il settore stenta però a decollare per la mancanza di economia di scala: questo fattore rende le batterie ed i mezzi ibridi elettrici ancora costosi. Ma i recenti studi dell’istituto specializzato Pike Research, affermano che comunque nel 2015 il numero di veicoli ibridi sarà tre volte quello attuale: grazie al risparmio notevole di denaro, visto il costo attuale della benzina, e alla notevole riduzione delle emissioni di CO2 sull’ambiente, tutte o quasi le case produttrici hanno capito l’importanza di mettere a punto un progetto serio che prevede la realizzazione di mezzi ibridi da far arrivare sul mercato nei prossimi anni.

Articolo di Andrea Cantini e Massimiliano Bertoni

Per approfondimenti:
www.komatsu.it
www.volvo.com
www.cat.com
www.vf-venieri.com
www.ceiuni.it
www.pikeresearch.com

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