Mancato deposito del Tipo di Frazionamento: che fare?

Mancato deposito del Tipo di Frazionamento: che fare?

Come tutti i tecnici e i Geometri sanno, dallo scorso 1° giugno gli atti di aggiornamento catastale devono essere obbligatoriamente trasmessi per via telematica. La questione del mancato deposito del Tipo di Frazionamento assume perciò una certa rilevanza, anche perché le conseguenze sono di natura penale.

È bene ricordare che l’Ufficio che riceve dal professionista il deposito del Tipo di Frazionamento non controlla, ma si basa sulla presenza di un modello di autodichiarazione. A valle delle procedure di invio telematico è l’Amministrazione a chiedere periodicamente ai Comuni il controllo della presenza e dell’effettivo deposito.

L’Ufficio che aveva registrato il tipo di frazionamento, se accerta il mancato deposito del Tipo di Frazionamento, deve subito annotare nell’archivio censuario del Catasto Terreni una notazione di questo tipo: “Si segnala il mancato deposito del Tipo di Frazionamento, previsto dal comma 5 dell’art. 30 del d.P.R. 380/2001 e trasmesso telematicamente, giusta comunicazione del Comune di …, prot. n. … del gg/mm/aaaa”.

La irregolare presentazione dell’atto di aggiornamento viene trasmessa alle parti interessate, quindi al Comune, al professionista incaricato al Notaio e alle parti interessate nell’ipotesi di una successiva stipula di atti notarili. Non solo, l’Ufficio invierà comunicazione del fatto anche alla Procura della Repubblica territorialmente competente e all’Ordine o al Collegio di appartenenza del professionista per i profili disciplinari.

A tale proposito, la Direzione centrale Catasto e Cartografia ha diffuso nel mese di aprile la nota 22 aprile 2015, n. 55516 con istruzioni operative in tema di effetti di mancato preventivo deposito del tipo di frazionamento preso il Comune.

Ma allora che fare?

Un aiuto viene dal Geometra Ignazio Milazzo, autore apprezzato di numerosi volumi in materia catastale per la casa editrice Maggioli, e curatore del portale Geolive.org che scrive: “È consigliabile, per gli atti dovuti, depositare e farsi rilasciare protocollo di deposito sull’atto di frazionamento. È consuetudine per alcuni Comuni rilasciare il Tipo solamente con bollo e un autografo di un non precisato funzionario. Riteniamo che davanti alla Procura si potrebbero avere dei problemi. Altro problema è quello che alcuni Comuni non rilasciano il deposito del frazionamento che, per legge, è un atto dovuto … l’Italia è bella, perché è varia”. Come dargli torto?

Qui sotto trovate i link ai documenti rilevanti su questa materia:

Agenzia delle Entrate, Ufficio provinciale di Parma, 3 luglio 2015 prot. n. 2582, Effetti del mancato deposito del Tipo di Frazionamento

Agenzia delle Entrate, Direzione regionale dell’Emilia-Romagna, 22 giugno 2015, Effetti del mancato deposito del Tipo di Frazionamento

Agenzia delle Entrate, Direzione centrale Catasto e Cartografia, nota 22 aprile 2015 prot. n. 55516, Effetti del mancato deposito del Tipo di Frazionamento

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico