Mattoni polimerici, la plastica riciclata al posto del cemento

Un gruppo di ricercatori europei ha sviluppato una tecnologia per la produzione di materiali da costruzione simili al calcestruzzo, partendo da polimeri provenienti dai rifiuti plastici. I mattoni innovativi saranno meno costosi rispetto ai mattoni tradizionali ed avranno una buona ricaduta sull’ambiente, trasformando i polimeri inutilizzabili presenti nei rifiuti in materiale economicamente vantaggioso.
All’inizio del 2008 sono stati raccolti in Europa 22 milioni di tonnellate di plastica usata: di questi, 10,4 milioni sono stati recuperati, riciclandoli come materiale oppure tramite il recupero energetico, mentre gli altri 11,6 milioni di tonnellate sono finiti nelle discariche. Almeno il 25% dei polimeri presenti nel totale dei rifiuti plastici sono inadatti al riciclaggio: purtroppo alcuni prodotti di plastica contengono polimeri che non sono adatti ai processi di rigenerazione e, per questi materiali, non è possibile operare la raccolta differenziata. Si cercano quindi soluzioni alternative per evitare lo spreco e recuperare quanta più plastica possibile. 
Un gruppo di ricercatori del Centro tecnologico lettone e dell’Istituto di meccanica dei polimeri dell’Università della Lettonia in collaborazione con Hormigones Uniland, un’industria spagnola del cemento, avrebbe individuato una soluzione ecologica per la gestione dei rifiuti della plastica destinata al mercato europeo. Avviato nel gennaio 2005 e finanziato dal programma europeo Eureka, il progetto si chiama Sandplast (Quality Building Materials From Polymer Waste) e ha sviluppato una tecnologia per la produzione di materiali che partendo dai rifiuti plastici poco o non riciclabili (per convenienza economica o altro) porta alla produzione di una nuova sostanza legante da utilizzare in edilizia, un materiale molto simile al calcestruzzo e con le sue stesse proprietà, anzi superiori. Utilizzando rifiuti di polimeri termoplastici sono riusciti a produrre una sostanza legante che, miscelata a filler inerti come la sabbia, permette di realizzare mattoni polimerici simili al calcestruzzo, ma privi di questo materiale, leggeri e con ottime proprietà isolanti. Il materiale da costruzione così ottenuto ha il vantaggio, rispetto al calcestruzzo, di assorbire una quantità inferiore d’acqua, risultando quindi più affidabile in particolari condizioni ambientali (clima gelido).
Un progetto simile è portato avanti anche dalla americana Sioplast International Corporation che dal 2005 ha brevettato un sistema produttivo per un materiale composito simile al cemento che incorpora sabbia silicea al 75% e polimeri termoplastici misti al 25% provenienti da rifiuti domestici tritati legati per mezzo di calore (300°C) e pressione. Nuovi impianti stanno avviandola produzione in Germania, Bulgaria e Lettonia.
Ma il calcestruzzo senza calcestruzzo non è l’unico materiale da costruzione innovativo che si può ottenere dalla lavorazione a partire ai polimeri presenti nei rifiuti. In Argentina è stata sviluppata una nuova tecnologia, messa a punto da un’equipe di ricercatori del Ceve – Centro de Vivienda Económica del Conicet (Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas), con cui si costruiscono case utilizzando mattoni realizzati con la plastica riciclata: riducendo gli scarti in frammenti e mescolandoli con il cemento Portland, si ottiene la produzione di un mattone più economico, più isolante e più leggero. 
Da Taiwan invece arriva in commercio un mattone polimerico che unisce l’architettura post-consumo con nuovi materiali ecocompatibili. Il sistema costruttivo per pareti Polli-Brick, progettato da Miniwiz e scelto come involucro per il Far Eastern Group Fashion Pavilion in Taipei per l’Expo 2010, si basa su contenitori in PET riciclato, che costituiscono il modulo base e possono essere assemblati per incastro grazie alla loro forma cilindrica sagomata per creare una struttura leggera e resistente che può essere usata come parete, tetto, come fonte luminosa o vasi portapiante. 
I materiali plastici hanno un ciclo di vita di lunga durata e costituiscono una forte minaccia per l’ambiente se non integrati in un processo di riuso o riciclo. L’ultima frontiera, in termini di ricerca e innovazione, è lo sviluppo di prodotti compositi, facili da utilizzare e adatti alle diverse esigenze: il mercato è in crescita ed oggi l’orientamento è rivolto alla ricerca di prodotti sempre più avanzati tecnologicamente ed ecologici.
Articolo di Andrea Cantini

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