Mediazione obbligatoria: nuove opportunità  per i geometri

A partire dal 18 ottobre 2010 è stato contestualizzato l’istituto della mediazione per le conciliazioni delle controversie civili; il soggetto mediatore può svolgere l’attività di mediazione privo di potere decisorio vincolante sia in forma individuale che collegiale. A stabilire tutto ciò è il decreto del Ministero di giustizia n. 180/2010, il cui oggetto è riportato all’art. 2.

a. L’istituzione del registro presso il Ministero.
b. I criteri e le modalità di iscrizione nel registro, nonché la vigilanza, il monitoraggio, la sospensione e la cancellazione dei singoli organismi dal registro.
c. l’istituzione dell’elenco presso il Ministero.
d. I criteri e le modalità di iscrizione nell’elenco, nonché la vigilanza, il monitoraggio, la sospensione e la cancellazione degli enti di formazione dall’elenco.
e. L’ammontare minimo e massimo e il criterio di calcolo delle indennità spettanti agli organismi costituiti da enti pubblici di diritto interno, nonché per l’approvazione delle tabelle delle indennità proposte dagli organismi costituiti dagli enti privati.

L’attività di mediazione consiste nel trovare un accordo fra le parti, senza percepire da queste un compenso, sottoscrivendo una dichiarazione di imparzialità, ed informando l’organismo di mediazione in caso di ostacoli all’esercizio d’imparzialità, e formulare proposte nel rispetto degli strumenti normativi vigenti (leggi anche Via libera alla conciliazione: una opportunità professionale).
La durata della mediazione è fissata in un massimo di 4 mesi ed è obbligatoria in controversie relative a condomini e contratti assicurativi e finanziari.

In caso di accordo fra le parti
, il mediatore forma un processo verbale al quale viene allegato il testo dell’accordo, omologato con decreto del tribunale, in quanto avrà titolo esecutivo.
In caso di mancato accordo tra le parti, il mediatore formula una proposta che va accettata per iscritto entro 7 giorni, pena il considerarla rifiutata. Se non si raggiunge l’accordo allora il mediatore forma il processo verbale indicando la proposta e lo fa firmare alle parti.

Gli organismi di mediazione possono essere enti pubblici o privati, che diano garanzie di serietà ed efficienza, iscritti nel Registro degli Organismi di mediazione.
I Consigli e i Collegi professionali possono costituire organismo di mediazione, previa autorizzazione del Ministero della Giustizia. Essi dovranno usufruire di proprio personale, dovranno dimostrare di avere un’adeguata capacità finanziaria ed organizzativa, ed inoltre dovranno dimostrare la compatibilità dell’attività di mediazione con lo scopo dell’associazione.

Altri requisiti sono:
– possesso di una polizza assicurativa non inferiore a 500 mila euro;
– requisiti di onorabilità dei soci;
– trasparenza amministrativo-contabile;
– almeno 5 mediatori.

I percorsi formativi dei mediatori e il loro aggiornamento vengono stabiliti dal d.m. 180/2010.
Anche se augurare le controversie è brutto, non ci resta che sperare che la richiesta di mediatori sia in crescita e che questo sia un altro potenziale mercato per i geometri.

di Roberta Lazzari

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