Mercato immobiliare ed edilizio: ANCE lancia l’allarme split payment

La Legge di Stabilità 2015 ha introdotto il meccanismo dello split payment, ossia la scissione del pagamento dell’IVA. In sostanza, i fornitori della pubblica amministrazione non dovranno più fatturare l’imposta sul valore aggiunto, poiché sostituto d’imposta saranno le stesse amministrazioni che provvederanno a versare l’IVA al Tesoro.

 

Questa e altre novità fiscali sono state oggetto di discussione ieri pomeriggio a Marghera (Venezia) nel corso del convegno, organizzato dall’ANCE Venezia, in collaborazione con la Direzione Regionale delle Entrate del Veneto e con il patrocinio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Venezia, La disciplina fiscale nel settore immobiliare. Principali novità del 2015.

 

In particolare, l’incontro ha approfondito le principali tematiche riguardanti il settore edilizio e immobiliare, con le novità introdotte dai provvedimenti di fine anno 2014 (“Sblocca Italia”, Semplificazioni fiscali, Legge di Stabilità) e sui conseguenti adempimenti collegati, nonché su alcune particolari criticità, già inevitabilmente manifestatesi in fase di prima applicazione.

 

Tra i punti che hanno suscitato maggior interesse nei partecipanti, l’introduzione, appunto, dello split payment, applicabile alle operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici, già in vigore dal 1° gennaio 2015, sebbene senza una specifica autorizzazione da parte della UE, e l’ampliamento dell’applicazione del reverse charge (inversione contabile)  anche alle prestazioni in appalto di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e completamento relativi ad edifici.

 

“Entrambi gli istituti , – ha sottolineato Ugo Cavallin, Presidente di ANCE Venezia-, sebbene con tecniche normative diverse hanno il comune obiettivo di evitare l’evasione dell’IVA, attribuendo il versamento del tributo non già a chi effettua la prestazione, ma a chi la riceve”.

 

Ma non tutto convince il numero uno di ANCE Venezia: “Mi sia permesso di obiettare che, con particolare riferimento allo split payment, risulta quantomai difficile pensare che chi effettua prestazioni nei confronti di enti pubblici possa evitare di emettere fattura e quindi evadere l ‘IVA, scappando prima del versamento della stessa”.

 

Le nostre imprese, continua Cavallin, e quelle fornitrici della pubblica amministrazione in particolare, a questo punto stanno così inevitabilmente maturando dei consistenti crediti IVA, in quanto tutta l’IVA a credito pagata ai fornitori non trova più la corrispondente IVA a debito correlata alle fatture emesse e, benché ammesse tra i destinatari dei rimborsi in via prioritaria, si teme quindi che questi si faranno attendere un bel po’, ritornando a situazioni di difficoltà di incasso già verificatasi negli anni 2011-2012.

 

Da ciò la necessità di riuscire a finanziare questi crediti, con le note difficoltà di accedere a quello bancario e con il sostenimento dei relativi oneri.

 

Su questo tema si è inoltre ribadita l’importanza di sottoscrivere al più presto la petizione contro lo split payment, disponibile sul sito internet dell’ANCE, per evitare che migliaia di imprese siano costrette a chiudere.

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