Mercato immobiliare: picco di case vendute nel primo trimestre 2016 (+20,6%)

Mercato immobiliare

Nuova vitalità per il mercato immobiliare in questa prima parte di 2016: il “boom” (abbastanza inatteso per la verità) è stato messo in evidenza dall’Osservatorio trimestrale dell’agenzia delle Entrate sulle compravendite immobiliari in Italia. Nel trimestre gennaio-marzo 2016 sono state vendute il 20,6% in più di case rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

La crescita del settore è, in realtà, evidente da diversi trimestri: nel corso del 2015 infatti i dati positivi delle compravendite residenziali nel nostro Paese hanno indotto un tiepido ottimismo. Dalla metà del 2014 i dati sono in crescita, con la conferma che il mercato sembri stare lasciando alle spalle la lunga crisi immobiliare che dall’estate 2008 in poi ha abbattuto i valori del mattone e anche la fiducia di chi aveva scelto di investire in questo settore.

“La crisi è passata – afferma Gianni Guerrieri, direttore dell’Osservatorio – ci vorranno anni tuttavia per recuperare i livelli perduti (refrain che ci siamo abituati a sentire ormai in tutti gli ambiti dell’economia italiana, ndr). La ripresa nel 2016 ci sarà, sono dubbioso sul fatto che il tasso di crescita possa restare dell’entità del primo trimestre”.

Ma in quale modo gli italiani sono tornati a comprare casa? Maggiore crescita al nord (+24%) e nei capoluoghi (+22,9%): sono 115.135 le unità passate di mano nel primo trimestre 2016, contro le 95.455 del primo trimestre 2015 ma meno delle 127.553 degli ultimi tre mesi dello scorso anno. Se il trend positivo venisse confermato dai dati dei prossimi mesi – trimestre in corso compreso – il 2016 potrebbe chiudersi con compravendite nell’ordine delle 500mila unità (445mila le case passate di mano lo scorso anno), segnale che il mercato potrebbe tornare in salute nel medio periodo, pur restando ampiamente sotto il culmine di 845mila transazioni del 2006.

Leggi anche l’articolo Cosa succederà al mercato immobiliare? Prezzi, compravendite, mutui.

I dati affiorati ieri rappresentano il migliore avvio dell’ultimo quadriennio, ma la situazione resta complicata e sono ancora tante le variabili in gioco in grado di bloccare l’ottimismo, dalla situazione geopolitica mondiale alle continue revisioni al ribasso della crescita del Pil italiano, segno che l’economia non si riprende, mentre secondo le stime di Bankitalia pubblicate due giorni fa l’occupazione lentamente dovrebbe salire da qui al 2018. Dato importante perché è la tranquillità di avere un lavoro che consente di fare programmi, come l’acquisto di un’abitazione.

Alcuni esperti avanzano tuttavia l’ipotesi che un dato così corposo sia dovuto alla scelta di cambiare casa spostandosi in immobili più piccoli: “Si tratta di una scelta dovuta alla necessità di fare fronte alla crisi finanziaria – spiega in tale direzione Sandro Simoncini, docente di Urbanistica e legislazione ambientale all’Università La Sapienza di Roma.

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