Micro-idroelettrico: energia pregiata

La tecnologia in campo idroelettrico è attualmente giunta a piena maturità e l’uso industriale della risorsa idrica, almeno nei paesi europei, ha quasi raggiunto il suo potenziale tecnico. Esistono comunque delle possibilità di impiego della risorsa idroelettrica, su piccola scala, che interessano realtà più piccole e con un uso dell’energia prodotta diverso da quello tipicamente industriale. È il caso dell’utilizzo dei salti d’acqua sugli acquedotti oppure di piccole turbine (da pochi kW a poche decine di kW) posizionate su torrenti di montagna, asservite all’alimentazione di realtà locali, o ancora su canali irrigui o di bonifica.

Vengono denominati microimpianti le centrali di potenza inferiore a 100 kW e sfruttano generalmente portate decisamente contenute su salti modesti. In linea generale i microimpianti idroelettrici possono essere a bassa od alta prevalenza, possono funzionare ad acqua fluente o a deflusso regolato e infine possono essere impiantati direttamente sul corso d’acqua o posti su opportune opere di derivazione del flusso. Solitamente per questo tipo di impianti vengono impiegate turbine Pelton o a flusso incrociato, che meglio si adattano a sfruttare il potenziale connesso con portate generalmente limitate: ogni turbina è infatti caratterizzata da un proprio rendimento, in funzione del regime di utilizzo della stessa.
La fonte idroelettrica può essere utilizzata in applicazioni:

Off-grid o stand-alone: sistemi non collegate in rete.
On-grid o grid-connected: sistemi connessi alla rete.

Gli impianti micro-hydro possono trovare applicazione in tutte quelle situazioni in cui esiste un fabbisogno energetico da soddisfare e la disponibilità di una portata d’acqua, anche limitata, su di un salto anche di pochi metri: per esempio piccole comunità nelle zone di montagna e quindi difficilmente raggiungibili dalla rete nazionale. Il vantaggio dal punto di vista operativo è la facilità nella gestione dovuta all’introduzione di telecontrollo e telecomando, in un’ottica di risparmio del personale di gestione che si limita alla sola manutenzione ordinaria e straordinaria.

IL RECUPERO ENERGETICO
Un altro settore di applicazione in crescente sviluppo è quello del cosiddetto recupero energetico. In linea generale ogni qualvolta ci si trovi di fronte a sistemi di tipo dissipativo, quali punti di controllo e regolazione della portata (vasche di disconnessione, sfioratori, traverse, partitori, paratoie) con presenza di salti, è possibile installare una turbina finalizzata al recupero energetico della corrente. In pratica però la realizzazione di un microimpianto su di un sistema idrico di questo tipo diventa conveniente dal punto di vista economico se le condotte già esistono e nei casi in cui salti e portate siano considerevoli: sistemi idrici nei quali esiste una simile possibilità sono tanti e presenti su tutto il territorio nazionale.
I luoghi in Italia adatti allo sviluppo dell’energia idraulica in micro-scala sono numerosi, anche in considerazione del fatto che molto varia è la tipologia dei possibili utenti: utenze isolate, nuclei familiari, borgate, aziende agricole, artigianali e industriali. L’esperienza inoltre permette di affermare che l’idroelettrico di piccola scala se ben proporzionato e ubicato risulta economicamente competitivo rispetto alle altre fonti energetiche rinnovabili.

PERCHÉ SI TRATTA DI ENERGIA PREGIATA?
• La risorsa idrica è una fonte di energia sicura in quanto inesauribile e disponibile sul territorio italiano in modo capillare: come ogni risorsa naturale è intermittente, ma sul lungo periodo comunque affidabile.
• La risorsa idrica è dotata di un’elevata energia specifica: l’acqua è 800 volte più densa dell’aria e la spinta che esercita sulle pale di una girante è notevolmente maggiore rispetto a quella esercitata dal vento.
• L’idroelettrico gode di una comprovata tecnologia: lo sfruttamento delle acque è di antica data. Una simile conoscenza della risorsa ha permesso di ottenere un buon grado di sviluppo tecnologico e costi di installazione contenuti.
• L’idroelettrico spesso facilita la regionalizzazione della produzione: soprattutto le applicazioni di taglia micro-piccola rappresentano forme di generazione distribuita che consentono di produrre energia vicino alle utenze.
• Le applicazioni micro-hydro sono a bassissimo impatto ambientale: gli impianti sono poco ingombranti e visibili, spesso integrati in sistemi idrici già esistenti e conseguentemente di grande valenza in termini di sostenibilità.

IL DECRETO BERSANI
Il d.lgs. 16 marzo 1999, n. 79 (attuazione della direttiva 96/92/Ce recante norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica), detto decreto Bersani, ha posto le basi per la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica in attuazione alla direttiva europea 96/92/Ce. La l. 133/1999 ha decretato per il micro-hydro, come per tutti gli altri impianti da fonte rinnovabile di piccola taglia, una distinzione in base alla soglia di potenza dei 20 kW, al di sotto della quale non sono dovute imposte fiscali.

IMPIANTI MICRO-HYDRO DI POTENZA NOMINALE INFERIORE A 20 KW
Sono impianti destinati al solo autoconsumo; non sono considerate officine elettriche e conseguentemente non hanno diritto alla vendita dell’energia prodotta. Non esiste imposizione fiscale ai sensi della l. 133/1999.

IMPIANTI DA 20 A 100 KW
Sono impianti in grado di autoconsumare l’energia prodotta, tutta o in parte, ma anche di venderne le eccedenze. Sono considerate Officine Elettriche e quindi è richiesta denuncia all’Utf (Ufficio tecnico di finanza) e conseguente imposizione fiscale. Gli incentivi sono relativi al prezzo di vendita dell’energia e a sussidi in conto esercizio come per esempio i certificati verdi, previsti dal decreto Bersani, e i certificati Recs (sistema volontario di certificazione a livello europeo).

Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini

Per approfondimenti:
www.autorita.energia.it
www.grtn.it
www.elettrosannio.com
www.tamanini.it
www.small-hydro.com
www.aper.it
www.hydrowatt.it

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