Milano: 15 milioni in più dall’Ici

Nei giorni scorsi il quotidiano “la Repubblica” ha pubblicato un’interessante inchiesta sulla revisione delle stime catastali nella città di Milano. Protagonista degli articoli è l’Agenzia del territorio del capoluogo lombardo. L’ente, dopo un anno di studi compiuti su quattro zone (Duomo, Pagano, San Babila e Brera), è infatti pronto a comunicare diversi cambiamenti nelle rendite catastali.

Saranno 19.000 gli immobili coinvolti nella revisione. Nella maggior parte dei casi si tratta di un ritocco verso l’alto nella classe catastale di appartenenza, con un conseguente aumento del prossimo bollettino Ici. Come nota il quotidiano, verrebbero così risolte alcune situazioni piuttosto anomale, come le numerose “case di via Montenapoleone considerate ancora senza bagno” e registrate in categoria “A5”. Aumenteranno poi le dimore classificate come “signorili” (categoria A1), ferme da decenni alla bassissima quota di 952, appena lo 0,12% delle abitazioni milanesi. Dopo la revisione si salirà a una quota più ragionevole: 1.500 abitazioni.
Grazie a quella che ha definito “un’operazione di equità”, il Comune di Milano incasserà circa 15 milioni di euro in più, sotto forma di gettito Ici.

L’assessore all’urbanistica, Carlo Masseroli, ha dichiarato a Repubblica: “Quella sulle entrate è soltanto una conseguenza di un’operazione di perequazione. In questo modo riportiamo i valori in media non soltanto tra il centro e la periferia, ma anche all’interno di una stessa area”.
Diversa la posizione di Assoedilizia, schierata in modo netto contro il riclassamento: “Se andasse in porto, siamo pronti a fare ricorso”. 

L’inchiesta di Repubblica

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