Nuovo Regolamento del Codice dei Contratti Pubblici. In vigore dal 9 giugno 2011

Il 9 giugno 2011 entrerà in vigore il Regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici, approvato dopo un lunghissimo iter procedurale, con d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207. Il Regolamento attuativo costituisce lo strumento per l’ultimo sviluppo del quadro normativo in materia di appalti derivante dalle linee di riforma determinate dal d.lgs. n.163/2006. Si tratta di una norma di fondamentale importanza per il settore delle costruzioni poiché unifica le disposizioni regolamentari riguardanti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e speciali, sia di importo inferiore che superiore alle soglie di rilevanza comunitaria. Tra gli elementi caratterizzanti del regolamento, l’introduzione dei contenuti dello studio di fattibilità, l’individuazione dettagliata dei contenuti degli elaborati progettuali, la definizione di una rigorosa procedura di verifica dei progetti. Il recente “Decreto Sviluppo” ha imposto ulteriori modifiche alla normativa puntando a  ridurre i tempi di costruzione delle opere, soprattutto se di  interesse strategico.

Il Regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici entrerà in vigore il 9 giugno prossimo ad eccezione delle disposizioni relative alle sanzioni pecuniarie e interdittive nei confronti delle SOA e degli operatori economici per violazioni in materia di qualificazione, che entreranno in vigore il prossimo 26 dicembre.

Una parte significativa del nuovo regolamento è riservata al sistema di qualificazione delle imprese in relazione al quale sono previste disposizioni che tendono ad una maggiore trasparenza del mercato ed a garantire la qualità degli operatori economici che eseguono lavori pubblici, grazie ad un più rigoroso sistema di controllo da parte dell’Autorità di vigilanza. Sono, inoltre, introdotte due categorie intermedie per incentivare le piccole e medie imprese in questo particolare periodo di crisi economica. Con il nuovo Regolamento entreranno finalmente in vigore alcuni nuovi istituti: il dialogo competitivo, che consente alle Pubbliche Amministrazioni, in caso di appalti particolarmente complessi, di confrontarsi con gli operatori per individuare la soluzione migliore; l’appalto integrato, che prevede la messa in gara del progetto preliminare; il sistema di garanzia globale di esecuzione, obbligatorio per le opere di maggior rilevanza.

Tra le novità in sintesi si segnalano:
– l’obbligatorietà della verifica dei progetti, che devono essere controllati e validati da soggetti terzi rispetto al progettista;
– l’individuazione dettagliata dei contenuti degli elaborati progettuali e la definizione di una rigorosa procedura di verifica dei progetti;
– nelle gare di progettazione, l’obbligo per la stazione appaltante di scegliere esclusivamente l’offerta più vantaggiosa come criterio di aggiudicazione e di indicare un tetto massimo di ribasso;
– due nuove categorie intermedie, fino a 1.500.000 e fino a 3.500.000 euro, che favoriranno la qualificazione delle piccole e medie imprese;
– le modalità di svolgimento dell’asta elettronica;
– la disciplina della finanza di progetto nel settore dei servizi.

Scendendo maggiormente nel dettaglio delle novità del Regolamento, si sottolineano alcuni aspetti innovativi incentrati sulla stazione appaltante:
1. il Responsabile Unico del Procedimento (Rup) può svolgere anche le funzioni di progettista e di direttore dei lavori, ma queste funzioni non possono coincidere per interventi di importo superiore a 500.000 euro. Il Rup potrà predisporre la progettazione preliminare di lavori di importo inferiore a 5.200.000 euro.
2. Maggiore livello di definizione per i progetti e gli studi di fattibilità che, con un conseguente maggior impegno in questa fase per la stazione appaltante. Ugualmente approfondito dovrà essere il documento preliminare alla progettazione, predisposto dal Rup, che in caso di concorso di progettazione dovrà essere integrato anche con dei documenti preparatori.
3. Il Rup potrà validare i progetti fino a 1.000.000 euro. Oltre, la validazione dovrà essere fatta da organismi interni dell’amministrazione dotati di un sistema di controllo qualità (anche se fino al 2013 non sarà necessario).
4. Obbligo per le stazioni appaltanti di indicare un limite massimo ai ribassi sul prezzo, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’effetto sarà quello di indirizzare maggiormente la scelta del progettista su valutazioni di tipo prevalentemente qualitativo, dato che nel caso di ribassi più alti di quello indicato l’offerta sarà dichiarata inammissibile.


Maggiori garanzie anche per la prevenzione del contenzioso e il pagamento del corrispettivo per i progettisti. Nel primo caso sono ammesse, durante la redazione del progetto esecutivo, variazioni quantitative e qualitative non superiori al 10% per i lavori di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro, mentre per tutti gli altri lavori la soglia è pari al 5%. Nel secondo, invece, il capitolato speciale prestazionale indicherà le modalità per il pagamento del corrispettivo previsto per le spese di progettazione.

Decreto Sviluppo 2011
Con il recente decreto legge 13 maggio 2011, n.70, (cd. “Decreto Sviluppo”), recante Prime disposizioni urgenti per l’Economia-Semestre europeo, pubblicato nella G.U. n.110 del 13 maggio 2011, ed in vigore dal 14 maggio, il Governo all’art.4 ha modificato ulteriormente alcuni aspetti della gestione degli appalti. In estrema sintesi il Decreto prevede: l’introduzione di un  tetto di spesa per le opere cosiddette compensative; la riduzione  della spesa per gli accordi bonari; l’istituzione nelle Prefetture di  un elenco di fornitori e prestatori di servizi non soggetti a rischio  di inquinamento mafioso; l’estensione del criterio di  autocertificazione per la dimostrazione dei requisiti richiesti per  l’esecuzione dei lavori pubblici; controlli essenzialmente ex post sul possesso dei requisiti di partecipazione alle gare; la restrizione  delle cause di esclusione dalle gare a quelle previste dal codice dei  contratti pubblici; procedure semplificate per le infrastrutture  strategiche di preminente interesse nazionale; l’innalzamento dei  limiti di importo per l’affidamento degli appalti di lavori mediante  procedura negoziata.

Articolo di Andrea Cantini e Massimiliano Bertoni

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