Officina L’Aquila: riqualificazione urbana tra innovazione e futuro

Officina L

È andata in scena dal 24 al 26 maggio 2016 all’Aquila la manifestazione “Officina L’Aquila – incontri internazionali” durante la quale esperti da tutto il Paese hanno trattato il tema della ricostruzione della città colpita dal sisma del 2009. Una rassegna internazionale di restauro e riqualificazione urbana, con convegni all’Auditorium del parco del castello, promossa e organizzata da ANCE Abruzzo insieme alle associazioni dei costruttori di tutte le provincie e alla casa editrice Carsa.

Collochiamo la nostra lente di ingrandimento sulla seconda giornata della manifestazione andata in scena il 25 maggio, in cui al centro dell’attenzione è stato posto il tema “Innovazione e futuro”. Due le sessioni in cui si è articolato il dibattito: “smart city/smart building” e “risparmio energetico”, con un focus specifico sulle nuove tecnologie e i sistemi di efficienza energetica più innovativi e compatibili col patrimonio storico-culturale, temi su cui si sono alternati i contributi di ingegneri, architetti, esperti di risparmio energetico e docenti universitari che hanno allargato lo sguardo anche al panorama nazionale e internazionale, prendendo L’Aquila come riferimento: una città da ricostruire che diventa laboratorio smart e di efficienza energetica.

Nella prima sessione, “smart city/smart building”, l’attenzione è stata concentrata sulla riorganizzazione in chiave smart (tutto ciò che riguarda la fibra ottica, le infrastrutture e gli impianti collettivi, i servizi digitali ai cittadini) della città. L’esempio più visibile e in qualche parte unico, è quello dei sottoservizi: lo smart tunnel, l’opera che serve a ottimizzare e migliorare la gestione dei sottoservizi della città. Si tratta di un tunnel sotterraneo all’interno del quale passeranno i principali servizi della città: acqua (acque bianche e acque nere), luce, comunicazioni, la cui stazione appaltante è la Gran Sasso Acqua. Il presidente della Gsa, Americo Di Benedetto, ha spiegato che “non esiste una simile opera in Italia, che si sviluppa 4 metri sotto il suolo e in un percorso complesso come quello di un centro storico. C’è un breve tunnel rettilineo soltanto a Livigno, di un chilometro di lunghezza e fuori dal centro storico. Con l’opera che stiamo realizzando – il primo stralcio sarà consegnato entro metà 2017 – cambierà la gestione dei servizi del centro storico della città”.

Officina L'Aquila

Ricostruire dopo un terremoto è come intervenire su una città bombardata: si sfaldano il tessuto urbano, quello economico e quello sociale. Una città che si vuota ha bisogno di una strategia d’insieme che è forse mancata nella fase pre-ricostruzione. A sottolinearlo è stato il presidente dell’ANCE giovani Abruzzo Pierluigi Frezza, per il quale “non c’è una visione organica del tutto”.

Ad evidenziare la straordinarietà dell’Aquila, quinto centro storico d’Italia per estensione e numero di edifici vincolati, è stato il presidente dell’Ordine nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, il quale ritiene che “L’Aquila si possa candidare al premio European green capital. La città è un centro storico eccezionale anche per opportunità di riqualificazione che lo rende smart, interessante sotto il profilo del risparmio energetico e della funzionalità degli impianti collettivi: L’Aquila è un unicum che va mostrato al mondo per fare vedere la capacità di questo Paese di fare cose straordinarie. Coniugare la necessità della sicurezza con quella di tutela dei beni ha alzato la specializzazione degli ingegneri che hanno affinato le loro tecniche”.

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Di ampio rilievo anche il dibattito che ha visto protagonisti il giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, Mario Abis dell’università Iulm di Milano e Leopoldo Freyrie, già presidente nazionale degli Architetti e in passato anche tra i fondatori del Forum europeo per le politiche architettoniche. Ainis e Freyrie hanno sottolinato la mancanza di una visione strategica della progettazione che riguarda tutto il Paese e anche L’Aquila nella prima fase della ricostruzione. “Vero anche che bisogna dotare le città della legislazione di base per fare una pianificazione strategica, strumento che a oggi manca”, ha detto Abis che ha aggiunto: “Il terremoto genera una forte discontinuità in tutti i campi, ma quel che vedo diffondersi è l’idea che si possa partire da situazione di crisi per promuovere innovazione, un terremoto può creare delle condizioni economiche e tecniche per fare innovazioni, come è successo con la guerra”. Freyrie ha spiegato che “finalmente all’Aquila negli ultimi anni si sta integrando la parte della costruzione, dell’edilizia, con tutto quello che riguarda lo smart. Bisogna offrire ai giovani universitari (vocazione della città è tornare a essere la città universitaria del pre-sisma) anche servizi digitali efficienti. L’Aquila può essere un modello da esportare”.

Officina L'Aquila

In questa direzione si è declinato anche il parere del presidente del Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati Maurizio Savoncelli: “Le smart city sono una occasione di crescita e di riorganizzazione del territorio urbanizzato, dai centri storici alle periferie delle nostre città. Per potere cogliere al meglio dette occasioni è però necessario mettere a sistema tutte le informazioni e tutte le funzioni che devono essere presenti sul territorio stesso. I professionisti di area tecnica (geometri, ingegneri, architetti, geologi, ecc.) sono pronti a fare la loro parte mettendo a disposizione le loro conoscenze, abilità e competenze”.

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