Patrimoniale Immobiliare, per Assoedilizia è un’Imposta Iniqua

Vorrei sottolineare come l’imposta patrimoniale, nella concezione della maggior parte dei suoi sostenitori si configuri come un’imposta che colpisca esclusivamente gli immobili. Come tale essa si presta ad una serie di critiche, poiché genera una discriminazione sociale e civile intollerabile fra cittadini e fra categorie di risparmiatori e di investitori economici“. Questo il parere del presidente di Assoedilizia e della Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia Achille Colombo Clerici intervenendo al Convegno di Villa Olmo a Como Come cambiare il mercato immobiliare! organizzato da proprietari di casa e agenti di vendita.

 

Per il vertice di Assoedilizia sono quattro i motivi di iniquità e di sperequazione:
1. Data la dipendenza della tassazione dal sistema catastale, essa aumenta la disuguaglianza tra chi e’ a regime e chi e’ evasore in quanto possessore di un immobile non regolare ai fini fiscali , abusivo o meno che sia.

 

2. È discriminante dell’investimento del risparmio investito negli immobili, rispetto a quello investito nei titoli mobiliari e nelle imprese.
Queste ultime, sono certamente apparati che, nella loro autonomia giuridica, amministrativa e fiscale, generano produttività e quindi rilevano ai fini della crescita economica e dei posti di lavoro;  ma sono anche beni, patrimonio posseduto dal loro titolare, che andrebbe equiparato, sul piano della tassazione patrimoniale (se patrimoniale vi deve essere, ma non ne siamo affatto convinti ) ai beni immobili. Al contrario, gli industriali vorrebbero escludere dall’imposta persino i beni immobili strumentali.

 

3. Colpisce, non il reddito, ma il valore capitale degli immobili. Infatti genera un enorme prelievo assolutamente non sostenibile con il solo reddito e colpisce anche immobili che non producono redditi (con effetti espropriativi in entrambi i casi).
Non dimentichiamo che sulla base delle recenti manovre fiscali è stata prevista una serie di misure, alcune delle quali debbono ancor entrare in vigore, che produrranno un notevole incremento del prelievo fiscale a carico degli immobili:
– Il federalismo fiscale ( tasse di scopo e IMU che comporte un raddoppio dell’ICI )
– Addizionali comunali
– Contributo di solidarietà

 

4. Effetto depressivo dell’economia. In un Paese , come ha bene ricordato Eugenio Scalfari, particolarmente emotivo qual è il nostro il solo prospettarne l’eventualità produce effetti depressivi.

 

La sensazione dominante presso le famiglie risparmiatrici, sottoposte quotidianamente alla doccia scozzese di una ridda di proposte disparate e fantasiose che vengono riportate dalla stampa, non è solo quella di trovarsi “tra color che son sospesi“,ma soprattutto ormai di sentirsi di fatto ingiustamente e vanamente impoveriti da una prospettiva fiscale ineluttabile ( mentre non lo e’ per nulla e occorre chiarirlo all’intero Paese), della cui entita’ peraltro non v’e’ certezza. 

 

Ma quali sono le proposte alternative di Assoedilizia?
Secondo Colombo Clerici, lo Stato, in alternativa alla patrimoniale, dovrebbe combattere risolutamente l’evasione fiscale, anche nel settore immobiliare e fare le necessarie riforme per la riduzione della spesa pubblica.

 

Non ultimo, sempre in base alla proposta del presidente di Assoedilizia, il Governo dovrebbe destinare il proprio patrimonio (mobiliare ed immobiliare) all’abbattimento del debito pubblico, istituendo un sistema di titoli mobiliari che siano rappresentativi dello stesso, e che vengano collocati in alternativa al prelievo patrimoniale. 

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