Piano casa, il governo boccia Friuli Venezia Giulia e Lazio

Il governo boccia le leggi regionali sull’edilizia e la tutela del territorio promosse da Friuli Venezia Giulia e Lazio. L’esecutivo ha, infatti, impugnato le due leggi regionali davanti alla Corte costituzionale.

Dietro-front invece rispetto alla Basilicata, “bocciata” in precedenza: il governo ha trovato un accordo con la regione e su proposta del ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha rinunciato all’impugnativa.

LA SITUAZIONE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
La legge del Friuli Venezia Giulia impugnata dal governo è la n. 16/2009 recante “Norme per la costruzione in zona sismica e per la tutela fisica del territorio”. In questo caso sono illegittime le norme che prevedono che la regione possa concedere deroghe all’osservanza delle norme tecniche per le costruzioni nelle zone sismiche. La regione, infatti, ha sì competenza primaria in materia di urbanistica, ma ha solo competenza concorrente con lo Stato in materia di prevenzione e soccorso per calamità naturali, e non ha competenza in materia di tutela dell’ambiente.
Un’altra disposizione poi attribuisce al comune la potestà di individuare le aree sicure/pericolose ai fini edificatori o infrastrutturali, compito che, invece, ai sensi del codice dell’ambiente, spetta alle autorità di bacino.

IL CASO DEL LAZIO
In questo caso la legge è la n.21/2009 recante “Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l’edilizia residenziale sociale”. La legge è stata bocciata dal governo nelle norme che prevedono l’istituzione obbligatoria di un fascicolo di fabbricato: queste norme, infatti, non servirebbero a incentivare l’edilizia come previsto dal Piano casa, ma al contrario aggraverebbero gli oneri economici e amministrativi. Numerose poi le incoerenze ravvisate dal governo rispetto al dettato costituzionale: i passaggi incriminati violerebbero gli articoli 3 e 97 della Costituzione e sarebbero anche in contrasto con l’art. 23, che prevede una specifica riserva di legge sulle “prestazioni imposte”. Le norme contestate sarebbero inoltre in contrasto con gli art. 41 e 42 (diritti di proprietà e di libertà di iniziativa economica) e con l’art. 117, comma 2, lett. l (competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile). Nel caso del Lazio il problema sarebbe particolarmente evidente perché il fascicolo di fabbricato viene richiesto anche nelle ipotesi di edilizia residenziale pubblica, con un conseguente aggravio dei costi.

UN ACCORDO GOVERNO-BASILICATA
Anche nel caso della legge regionale lucana (la 25/2009), il governo aveva contestato l’obbligo di redigere il fascicolo di fabbricato. L’esecutivo ha però rinunciato all’impugnativa fronte alla Corte costituzionale, in cambio di modifiche accordate dalla Regione Basilicata. Un tavolo tecnico fra le amministrazioni interessate e la regione ha portato al superamento delle censure.

Fonte Regioni

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