Piano casa, il terremoto blocca il decreto

Slitta ancora di qualche giorno il decreto legge con le semplificazioni statali per il piano casa e il rilancio dell’edilizia. Ad annunciarlo è stato il ministro per le regioni, Raffaele Fitto, al termine della riunione della conferenza con i governatori. Il governo ha deciso di accettare la richiesta delle regioni di prevedere un tempo supplementare di “riflessione”.

Nel protocollo d’intesa sul Piano casa firmato il 1° aprile, regioni e governo avevano promesso piena condivisione sul decreto legge. Questa condivisione ancora manca, soprattutto per le osservazioni regionali sulla deregulation dei titoli edilizi prevista all’articolo 1. A pesare sul nuovo rinvio, però, è stata soprattutto la vicenda del terremoto aquilano.
Subito dopo la scossa, era stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a confermare che all’interno del decreto legge sarebbero state inserite nuove norme per garantire un adeguato standard antisismico degli edifici e forse anche degli incentivi per realizzare lavori di consolidamento nelle zone a rischio. Per non parlare della verifica antisismica, che sarebbe stata resa obbligatoria per procedere agli ampliamenti del 20% degli edifici.

AUTORIZZAZIONE ANTI-SISMICA: NO ALLE VERIFICHE A CAMPIONE
Di tutto questo, però, nel testo passato all’esame dei tecnici ministeriali che siedono in pre-consiglio dei ministri non vi era traccia. Fino alle bozze, l’unico segno degli eventi abruzzesi sul nuovo testo era la cancellazione delle norme di semplificazione per l’autorizzazione antisismica: l’introduzione di verifiche a campione ex-post al posto delle attuali verifiche preventive su tutti i progetti non deve essere parso in linea con l’attenzione che richiede oggi la sciagura dell’Aquila, né con le polemiche che sono subito sorte per la mancata entrata in vigore del decreto ministeriale 183/2005, contenente criteri più rigorosi per i progetti ma anche per l’adeguamento dei vecchi edifici.

NIENTE SCORCIATOIE PER LE AUTORIZZAZIONI PAESAGGISTICHE
Si è deciso così di eliminare seccamente dal testo questa parte, come è stato fatto scomparire pure l’intero articolo di modifica al codice Urbani sui beni culturali. Tutto rinviato, quindi, anche sugli snellimenti delle autorizzazioni paesaggistiche. È stato personalmente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a bloccare questa parte del testo.
Nella riunione di martedì scorso, si è pensato di inserire nel d.l. la previsione di un fondo per l’accesso al credito agevolato di giovani coppie che vogliano acquistare una casa. Ferma l’opposizione del Tesoro che ha ricordato come la norma sia stata considerata incostituzionale durante l’esame del d.l. 112/2008.

Fonte: Ance

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