Piano casa, legge anche nelle Marche La Sicilia ci ripensa, la Puglia mette nuovi limiti

Una regione new entry, le Marche, con possibilità di interventi ad ampio spettro sul non residenziale e sugli immobili pubblici da mettere sul mercato. Una regione con ripensamenti sull’estensione delle norme all’edilizia non residenziale, la Puglia. Una regione che forse non adotterà il Piano casa così com’è, la Sicilia. E questo il panorama che si sta delineando a fine ottobre, quando ancora pochi comuni hanno deciso a loro volta cosa fare del Piano casa.

LE MARCHE NEW ENTRY, CON AMPLIAMENTI ANCHE NEL SETTORE NON RESIDENZIALE
Le Marche, dunque, hanno adottato la nuova legge ad inizio ottobre.  Ampliamenti e aumento di cubatura possono riguardare gli edifici che risultino ultimati alla data del 1° febbraio 2007. Consentito anche l’intervento su immobili commerciali o con destinazione industriale, ma solo se motivato in base a specifiche esigenze produttive nel rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’ampliamento che comporta anche l’incremento dell’altezza dell’edificio è consentito nei limiti del venti per cento della superficie coperta esistente e comunque in misura non superiore a cento metri quadrati.

INTERVENTI SUGLI IMMOBILI PUBBLICI ANCHE CON CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO
Intervento ad ampio raggio, invece, sugli edifici pubblici, di edilizia residenziale pubblica, o appartenenti a regione, enti locali e aziende del Servizio sanitario, destinati alla valorizzazione o ad essere ceduti sul mercato. In questo caso possibile anche il mutamento di destinazione d’uso in residenziale.

ENTRO FINE NOVEMBRE IL “VERDETTO” DEI COMUNI
Esclusi dall’ambito di applicazione della legge centri storici, aree definite di tutela integrale dai piani regolatori comunali, zone a tutela paesaggistica o demaniale.  I comuni hanno 45 giorni di tempo per adottare o limitare l’applicazione della legge.

CORREZIONI IN PUGLIA: NIENTE INTERVENTI SUL NON RESIDENZIALE
La Puglia, invece ha deciso di escludere in ogni caso gli interventi sugli immobili con destinazione diversa dall’uso abitativo. Lo prevede una modica che rettifica l’articolo 3 alla legge precisandone l’interpretazione autentica, esplicitamente escluso l’ampliamento volumetrico nel caso degli immobili non residenziali. Con il nuovo testo si consente, quindi, solo l’ampliamento, entro i 200 metri cubi, degli immobili destinati ad uso abitativo con volumetria massima di mille metri cubi.

VERSO LO STOP IN SICILIA
Infine la Sicilia si sta avviando verso la non approvazione della legge, almeno nel testo attualmente in discussione. Dopo il nubifragio l’indicazione prevalente, infatti, è quella di affrontare innanzitutto il problema della tutela del territorio.

Lisa De Simone

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