Piano casa: pronta la Liguria, molte le regioni in ritardo

Il 1° luglio sono scaduti i novanta giorni che avevano a disposizione le regioni per varare leggi sull’edilizia abitativa, con la possibilità di aumentare le cubature degli immobili anche in deroga alle norme in vigore (l’ormai celebre “Piano casa 2”). In base all’accordo sottoscritto tra governo e regioni, l’esecutivo doveva approvare un decreto legge per semplificare le procedure, ma il decreto finora non è stato varato.

Le stesse regioni procedono un po’ a rilento. Allo stato attuale, oltre alla provincia autonoma di Bolzano, sono quattro le regioni che hanno approvato definitivamente la disciplina regionale: Toscana, Umbria, Emilia-Romagna e Veneto. Tutte le regioni in ogni caso stanno per approvare leggi che consentono ristrutturazioni e lavori straordinari nelle case e negli stabilimenti. Ecco di seguito la situazione regione per regione (fonte: Ansa).

LEGGI APPROVATE

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO.  L’ampliamento di edifici sarà solo possibile tramite una riqualificazione energetica. Porte sbarrate alla sostituzione edilizia, ovvero alla demolizione e ricostruzione.

VENETO. Il 1° luglio il Veneto ha approvato il piano che consente di ampliare del 20% la cubatura e la superficie degli edifici esistenti, residenziali e non. Il premio in cubatura e superficie sale al 40% nel caso di demolizione e ricostruzione di edifici fatiscenti con tecnica di bioedilizia e interventi di energia rinnovabile.

EMILIA-ROMAGNA.
La legge è stata approvata definitivamente il 30 giugno. Aumentano le percentuali se si premia la qualità architettonica, la sicurezza antisismica e l’efficienza energetica. I premi sono previsti anche se, nelle aree di grande pianificazione, si destina un 20% del terreno per l’edilizia pubblica.

TOSCANA.
Operativa da quasi due mesi, la legge varata dalla Regione Toscana è stata la prima in Italia. È possibile ampliare fino al 20% case mono e bifamiliari, o fino al 35% nel caso di demolizione e ricostruzione delle strutture. Non è consentito alcun intervento in deroga alle disposizioni urbanistiche locali vigenti, nei centri storici, nelle zone di inedificabilità assoluta, e per le case condonate.

UMBRIA. Potranno essere ampliati fino a un massimo del 20% gli edifici residenziali uni-bifamiliari, quelli di tipologia diversa che non superino i 350 metri quadrati, e comunque entro il limite massimo di 70 metri quadrati per edificio. È consentita anche la riconversione delle aree industriali e artigianali superiori a 20.000 metri quadrati (servono però i piani attuativi).

REGIONI IN RITARDO

PROVINCIA AUTOMONA DI TRENTO. La provincia di Trento non sembra intenzionata a varare un vero e proprio Piano casa. Ritiene sufficiente le legge sull’edilizia approvata nella scorsa legislatura: previsti contributi pubblici per le ristrutturazioni.

VALLE D’AOSTA. Il disegno di legge dovrebbe approdare in consiglio alla fine di luglio. Il testo consente incrementi volumetrici del 20%, in deroga agli strumenti urbanistici generali e ai regolamenti edilizi.

PIEMONTE.
Le legge in discussione premierà in termini di cubatura gli interventi di ristrutturazione che comportano un miglioramento nell’efficienza energetica dell’edificio (risparmio o passaggio a fonti alternative come il solare). L’approvazione è prevista entro luglio.

FRIULI VENEZIA GIULIA. L’approvazione in consiglio è previsto entro la fine dell’estate. Il provvedimento permetterà l’ampliamento di edifici e unità immobiliari destinati a residenza fino a un massimo di 200 metri cubi.

LOMBARDIA. Il consiglio avrebbe dovuto la legge regionale approvare il 7 luglio, ma il dibattito subirà uno slittamento. Il testo dà la possibilità di ampliare del 20% ai proprietari di mono e bifamiliari poste in alcune zone del territorio, tagliando fuori i centri storici e le zone sottoposte a vincoli ambientali, come i parchi.

LIGURIA. La giunta regionale ha approvato la legge sul Piano casa. Ora la legge dovrà essere discussa e approvata dal consiglio regionale. L’indicazione principale riguarda la possibilità di ampliare gli stabili mono o pluri-familiari di cubatura non superiore a 1.000 metri cubi: quelli non superiori a 200 metri cubi (circa 70 metri quadrati) entro il limite del 30%, quelli tra 200 e 500 metri cubi entro il limite del 20%.

MARCHE. La giunta ha approvato il 29 giugno il Piano che prevede ampliamenti del 20% per edifici che non superano i mille metri cubi. Demolizioni e ricostruzioni sono previsti con un incremento fino al 35%, e sono estesi all’edilizia non residenziale.

ABRUZZO. Situazione bloccata dopo il sisma dell’Aquila.

MOLISE. Oltre ad aumenti di cubatura fino al 20%, dovrebbe essere possibile anche il mutamento di destinazione d’uso per ampliamenti bloccati dal piano regolatore. Il rifacimento delle abitazioni attraverso le demolizioni beneficia di un bonus volumetrico del 35%; se la ricostruzione si conforma alle tecniche antisismiche l’aumento di cubatura può salire al 50%.

LAZIO.
Premi di cubatura tra il 35% e il 50% per coloro che accetteranno di abbattere edifici costruiti nelle zone di massimo valore ambientale per ricostruire altrove e del 20% per le case monofamiliari e plurifamiliari. Il Piano casa verrà presentato in questi giorni per essere approvato dal consiglio entro il mese.

CAMPANIA.
Il ddl approvato dalla giunta il 28 maggio è atteso in aula entro luglio. Prevede l’aumento del 20% dei volumi per villette mono e bifamiliari e del 35% per gli edifici abbattuti e ricostruiti secondo norme più sicure, riqualificazione e cambio di destinazione per capannoni industriali dismessi da destinare ad abitazioni.

PUGLIA.
Il 30 giugno la giunta regionale ha approvato il disegno di legge che consente in deroga alle norme urbanistiche l’ampliamento entro il limite del 20% della volumetria esistente per gli edifici residenziali uni-bifamiliari e la demolizione e ricostruzione con premio di cubatura entro il limite del 35%.

BASILICATA.
Ddl approvato dalla giunta il 24 giugno, discussione prevista entro luglio. Si possono demolire e ricostruire gli edifici realizzati dopo il 1942 con aumento della superficie fino al 40%, purché il progetto preveda tecniche di bioedilizia; per le strutture residenziali in costruzione l’aumento della cubatura non potrà superare il 25%.

CALABRIA. Si sta ancora lavorando al testo. Per quanto riguarda l’aumento delle cubature, si prevede un testo legato alle “necessità abitative” e alle “norme di sicurezza”.

SICILIA. Presentati due ddl diversi: uno del Pdl, l’altro dal governo. Ambedue prevedono la possibilità di aumentare la cubatura degli edifici tra il 20% e il 30%, anche in deroga ai regolamenti comunali.

SARDEGNA. Anche in questo caso, una regione in ritardo. Vengono confermate le premialità sulle cubature per chi decide di demolire e spostare la propria abitazione dai 300 metri dalla linea della battigia verso l’interno.

Fonti Ansa, Ance, Sole 24 Ore

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