Piano casa: seconda puntata, nuove polemiche

Ancora una settimana di attesa per il Piano casa. La maggioranza non ha ancora trovato l’intesa sul disegno di legge, ma il ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, ha già firmato il “piano straordinario di edilizia residenziale pubblica”, in accordo con il presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, Vasco Errani.

”Abbiamo definito un accordo da 550 milioni di euro con le regioni sul piano casa” ha dichiarato il ministro Fitto aggiungendo che “il governo finanzierà il piano inizialmente con 200 milioni e si impegnerà a reintegrare interamente il fondo fino ad arrivare ai 550 milioni di euro previsti”. Firmando il piano, le regioni si sono impegnate a sospendere i procedimenti di ricorso alla Corte costituzionale scaturiti dopo l’entrata in vigore dell’art. 18 del d.l. 185/2008 che ha modificato in parte le disposizioni contenute nella manovra estiva, restringendo i poteri delle regioni. Nel contempo, il governo si è impegnato a modificare le norme contestate: alle regioni, d’intesa con gli enti locali, spetterà il compito di elaborare i programmi di edilizia residenziale, nel rispetto degli indirizzi generali fissati dallo Stato ed entro i finanziamenti assegnati.

IL PIANO CASA 2: CUBATURE E SANZIONI
LA POLEMICA GOVERNO-LEGAMBIENTE
In questi giorni il governo sta lavorando al Piano per l’edilizia, definito “Piano Casa 2”, già al centro di diverse polemiche. La proposta prevede infatti l’aumento delle cubature delle abitazioni private esistenti, che potranno estendersi fino al 20% del volume originario.
Per gli edifici realizzati prima del 1989 è concesso l’abbattimento e la successiva riedificazione. L’aumento può arrivare al 30% o al 35% se la ricostruzione è effettuata secondo le regole della bioedilizia e del risparmio energetico.
“Pensare di premiare con il 20-30% di aumento di cubatura interventi che verrebbero realizzati in deroga a piani urbanistici e regolamenti edilizi significa rendere più brutte e invivibili le città italiane e premiare gli speculatori” ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile urbanistica di Legambiente. In un suo comunicato l’associazione ambientalista ha contestato anche la semplificazione burocratica proposta dal governo in tema di edilizia: “Ritenere che basti un’autocertificazione del progettista per garantire sugli interventi vuol dire aver cancellato dalla memoria le tragedie di questi decenni di palazzi crollati, di morti e feriti, dovuti a ampliamenti di edifici realizzati senza aver tenuto in conto i problemi di sicurezza statica.
Oltre alla discussa questione delle cubature, le polemiche riguardano poi il tema non meno delicato delle sanzioni. Queste saranno ridotte per gli abusi lievi, come l’apertura di una finestra o la copertura di una veranda, e inasprite per quelli gravi, per esempio per quanto riguarda la costruzione di nuovi edifici abusivi. Gli ambientalisti hanno criticato la proposta parlando di “un condono anticipato per interventi che potranno essere un volano solo per l’edilizia abusiva”.
Immediata la risposta di Fitto: “Penso che sia utile e importante allontanare l’idea che dietro quest’iniziativa del governo si inseriscano speculazioni… È un’iniziativa legislativa svolta nel rispetto della costituzione che consentirà alle regioni di poter utilizzare una norma che consente di individuare in dei piccoli ampliamenti delle opportunità. Nulla c’entra con condoni o cose di questo tipo”.

LE INDECISIONI DELLA MAGGIORANZA
“Siamo una coalizione, dobbiamo discutere con gli alleati”. Silvio Berlusconi ha spiegato così la decisione di arrivare in più riprese ad approvare il Piano casa. Sembra necessaria almeno un’altra settimana prima che il piano veda definitivamente la luce. Trattative e mediazioni sono in corso sia in consiglio dei ministri  sia a livello tecnico, con un lavoro di riscrittura e modifica delle bozze del disegno di legge che non si fermerà per tutta questa settimana. Maurizio Lupi (Forza Italia) non esclude nemmeno un nuovo confronto con le regioni.

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