POS obbligatorio, i Geometri chiedono di essere esentati

Dal prossimo 30 giugno scatterà l’obbligo per gli studi professionali e i liberi professionisti di dotarsi di un dispositivo POS, per ottemperare alle disposizioni contenute nell’art. 9 comma del decreto legge 150/2013, convertito dalla legge n. 15/2014.

 

Ma il Consiglio nazionale dei Geometri e Geometri laureati non ci sta. Per questo motivo, il presidente del CNGeGL, Maurizio Savoncelli, ha scritto al Ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, chiedendo l’esenzione dal POS obbligatorio per la categoria.

 

La motivazione è semplice. Scrive Savoncelli, riferendosi al pagamento tramite POS, che “tale modalità di pagamento risulta estranea alle dinamiche dell’attività professionale del Geometra che essendo finalizzata al deposito di atti presso gli Uffici della pubblica amministrazione risulta tracciata e, dunque, già in linea con lo scopo di contrastare l’evasione fiscale”.

 

Per il presidente del Consiglio nazionale dei Geometri, poi, sono già in uso diversi sistemi di pagamento (diversi dal POS) che permettono la tracciabilità dei flussi finanziari: dai bonifici bancari, agli assegni circolari, ecc.). Tali sistemi, continua Savoncelli nella missiva inviata al dicastero del MISE “consentono già la piena tracciabilità e non comportano, a differenza del POS, ulteriori spese che si cumulano con altre già gravanti sui professionisti”.

 

La richiesta conclusiva della lettera al Ministro è dunque quella di esentare i Geometri “e in generale tutti i professionisti dell’area tecnica” dall’adozione del POS o, quantomeno, di fissare una soglia di reddito minima per il periodo di prima applicazione.

 

Sul POS obbligatorio già nelle scorse settimane, con l’avvicinarsi della scadenza del 30 giugno, si erano mossi diversi ordini professionali. L’intervento più discusso è stato quello degli Avvocati: il presidente del Consiglio nazionale forense aveva infatti fornito un’interpretazione che escludeva l’obbligatorietà del POS (leggi la notizia su Ediltecnico.it).

 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche i Consulenti del lavoro (leggi la notizia su Ediltecnico.it) e, addirittura, la stessa autorità finanziaria si era detta vicina all’interpretazione del CNF durante una recente interrogazione parlamentare (leggi la notizia su Ediltecnico.it).

 

La convergenza di opinioni circa il considerare il POS non come un obbligo del professionista ma come un’opzione per il cliente è stata poi nuovamente ribadita anche nel parere legale richiesto dal Consiglio nazionale degli Architetti, che suggeriva, per evitare complicazioni o contestazioni, di inserire specificatamente uno specifico accordo sulle modalità di pagamento della parcella sul contratto di incarico professionale (leggi la notizia su Ediltecnico.it).

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