POS semplificato: i suggerimenti per operare correttamente

POS semplificato

Il decreto interministeriale 9 settembre 2014 ha individuato i modelli semplificati per i principali piani di sicurezza di cantiere (disciplinati dal d.lgs. 81/2008, Testo Unico per la Sicurezza): il Piano Operativo di Sicurezza (POS), il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e il fascicolo dell’opera con il preciso intento di riordinare le idee rispetto ad una serie di dettati normativi che apparivano a tratti non pienamente comprensibili. I modelli allegati al decreto altro non sono che “cartelle modulari” contenenti una serie di schede (ampliabili in funzione dell’entità dei lavori e della complessità del cantiere) che il coordinatore (nel caso specifico del PSC) deve compilare utilizzando come “battistrada”.

L’utilizzo di tali modelli semplificati non si configura come un obbligo in capo al coordinatore, ma risulta molto utile per tracciare un sistema efficiente e davvero efficace in materia di sicurezza sul cantiere. D’altro canto la tutela della salute e dell’integrità psicofisica dei lavoratori è sempre stato uno dei principi cardine dell’ordinamento giuridico italiano che ne ha voluto sancire l’importanza attraverso tutte le principali norme dello Stato, addirittura a prescindere da specifiche disposizioni di legge speciali. L’introduzione di tali modelli nell’ordinamento si inserisce pienamente in questo sistema normativo.

I modelli semplificati in materia di sicurezza sul lavoro nel settore dell’edilizia sono in vigore da quasi un anno e mezzo. Cosa si può dire di questo primo anno di applicazione dei modelli semplificati? Si stanno configurando davvero come utili strumenti per la redazione dei piani della sicurezza nel cantiere? La risposta sembrerebbe positiva: per comprendere tale risposta in maniera compiuta abbiamo contattato l’Ing. Danilo G.M. De Filippo, Responsabile dell’U.O. Vigilanza Ordinaria e Tecnica presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Siena ed autore di numerosi testi in materia di sicurezza sul lavoro.

“A tal riguardo occorre fare una premessa – spiega l’Ing. De Filippo – sin dall’emanazione del d.lgs. n. 494/1996 ed anche dopo la pubblicazione del d.P.R. n. 222/2003 (“Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in attuazione dell’articolo 31, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109”) i tecnici operanti nel settore della sicurezza hanno manifestato le loro difficoltà a mettere “nero su bianco” ogni elemento richiesto dal legislatore nello sviluppo dei principali documenti per la sicurezza in cantiere.

“Attraverso l’art. 32, comma 12, lettera h), del decreto legge n. 69/2013 (Decreto del Fare), il 21 giugno 2013 venne inserita una modifica al d.lgs. n. 81/2008, attraverso l’introduzione dell’art.104-bis (Misure di semplificazione nei cantieri temporanei e mobili) che anticipava l’intenzione del legislatore di creare dei “modelli semplificati” per i piani di sicurezza di cantiere: “il piano operativo di sicurezza di cui all’articolo 89, comma 1, lettera h), il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, comma 1, il piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e di coordinamento, di cui all’articolo 131, comma 2, lettera b) del d.lgs. 163/2006 e al punto 1.1.1 dell’Allegato XV del d.lgs. n.81/2008 e il fascicolo dell’opera di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b).”

Leggi anche l’articolo Coordinatore della sicurezza: si dialoghi di più con la committenza.

“Il decreto interministeriale 9 settembre 2014, arrivato solo con leggerissimo ritardo rispetto alle previsioni, individuava i richiamati modelli semplificati con il preciso intento di riordinare le idee rispetto ad una serie di dettati normativi (ed in particolare all’Allegato XV) che apparivano a tratti nebulosi e incomprensibili anche al redattore ispirato – prosegue l’Ing. De Filippo -, i modelli proposti non sono che delle “cartelle” modulari contenenti una serie di schede (ampliabili in funzione dell’entità dei lavori e della complessità del cantiere) che il coordinatore (nel caso del PSC) deve compilare, venendo guidato “passo-passo” in quelli che sono i veri “contenuti minimi” richiesti dal legislatore. Più che un’operazione di semplificazione (non attuabile in virtù del fatto che i contenuti minimi dei documenti di sicurezza sono stabiliti da norme di “rango” superiore), il decreto interministeriale ha realizzato un intervento di “riorganizzazione” dell’allegato XV razionalizzando le informazioni e le valutazioni richieste sulla base delle specificità del cantiere preso in considerazione. Come è noto, l’adozione del modello semplificato non è obbligatoria, ma nell’esperienza di quest’ultimo anno, sia da responsabile per la vigilanza presso la DTL di Siena che da docente in numerosi corsi indirizzati ai coordinatori per la sicurezza, ho avuto modo di verificare che questi ultimi (per lo meno i più zelanti) si sono rivelati interessati, sin da subito, all’utilizzo del modello del PSC ottenendone, peraltro, buoni risultati”.

Risultati di rilievo che non fanno che deporre a favore dei modelli semplificati nell’ambito della sicurezza in cantiere. Per un focus approfondito su tale tema Maggioli Editore consiglia il volume operativo Le nuove regole per il POS e il PSS semplificati, redatto proprio dall’Ing. De Filippo: un manuale che si pone come strumento privilegiato che ha l’obiettivo di accompagnare il redattore del POS nella comprensione del modello semplificato, attraverso un’attenta analisi di tutte le sezioni che lo compongono e l’indicazione di alcuni suggerimenti utili a fare in modo che il Piano di Sicurezza sia il più completo possibile ed integralmente coerente con la realtà del cantiere. Per tutte le informazioni sul volume clicca qui.

Le nuove regole per il POS e il PSS semplificati

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