Praticanti geometri, dopo 18 mesi non si parla più di prosecuzione del tirocinio

Il Consiglio nazionale dei Geometri e Geometri laureati ha diffuso alcune note di chiarimento su diversi aspetti del tirocinio presso studi professionali. In particolar modo, il CNG fornisce indicazioni sulla disciplina fiscale applicabile al rimborso spese previsto per i praticanti; le tipologie di rapporto di lavoro che si possono instaurare con i Geometri ex tirocinanti, dopo il completamento della pratica in studio e, infine, le collaborazioni stabili di Geometri con studi e/o strutture di terzi (leggi il testo integrale della nota di chiarimento sul sito del CNGeGL).


Rimborso spese ai praticanti

Il CNG chiarisce che tra il professionista e il praticante non si instaura un rapporto di lavoro, ma il rimborso spese corrisposto al tirocinante è assoggettato agli stessi obblighi previsti per il reddito da lavoro dipendente.


Geometri ex praticanti

Terminato il periodo di pratica di 18 mesi, il praticante perde tale qualifica anche se non si è ancora iscritto all’Albo. L’ulteriore frequentazione dello studio del professionista, dunque, non può configurarsi come continuazione della pratica.

 

Dunque, chiarisce il CNGeGL per continuare la frequenza, l’ex praticante potrà, per esempio, essere assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato oppure, potrà munirsi di partita IVA attinente all’attività da svolgere ed emettere fattura al titolare dello studio, in qualità di lavoratore autonomo.

 

Su quest’ultimo punto, avverte la nota, occorre che non si verifichino i seguenti presupposti:

1. Durata del rapporto di lavoro superiore agli 8 mesi annui nel corso di due anni solari consecutivi.

2. La retribuzione percepita dallo studio è superiore all’80% del reddito prodotto dall’ex praticante in due anni solari consecutivi.

3. Postazione di lavoro presso una delle sedi del committente.

 

Ecco, se sussistono almeno 2 dei 3 presupposti sopra accennati, si ritiene sussistere una collaborazione coordinata e continuativa che, in assenza di un progetto specifico, si trasformerebbe in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.


Collaborazione stabili con studi e strutture di terzi

I compensi che derivano da collaborazioni con strutture e studi terzi non sono corrisposti dal cliente finale, ma dal professionista o dalla struttura con i quali si collabora stabilmente, di conseguenza il compenso viene stabilito in misura forfetaria.

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