Previdenza geometri: la Cipag chiude in positivo il 2015

Previdenza geometri

Età di pensionamento che sale, iscritti che calano, con una serie di contromosse idonee a combattere la crisi economica: la Cassa italiana di previdenza e assistenza dei geometri ha chiuso il bilancio 2015 con un patrimonio netto di 2,26 miliardi di euro e un risultato netto d’esercizio corrispondente a 24.591.470 euro. Tale cifra si ottiene sommando il risultato della gestione previdenziale (+ 11,6 milioni), l’avanzo della gestione patrimoniale (32,5 milioni) e sottraendo i costi amministrativi (20,1 milioni).

Dal 2009 le entrate contributive continuano a diminuire e si abbassa il rapporto con le pensioni erogate – afferma Fausto Amadasi, presidente Cipag – ma il sistema regge anche grazie all’entrata a regime delle modifiche approvate negli anni scorsi”. Riforme che andranno a regime nei prossimi anni, che porteranno nel 2019 l’età di pensionamento a 70 anni.

Nel 2015 ritorna pertanto ad avere segno positivo la differenza tra entrate per contributi (483mila euro circa) e uscite per prestazioni (478mila euro circa), nel 2014 il saldo era negativo per circa 7 milioni. Questi risultati sono stati ottenuti attraverso una serie di interventi di riforma messi in campo dalla Cipag, che hanno comportato l’aumento del contributo soggettivo, l’aumento della contribuzione minima passata da 2.500 a 2.750 euro, il versamento dell’intero soggettivo minimo dai parte dei pensionati attivi (prima versavano la metà) e il blocco delle indicizzazioni per gli assegni superiori ai 35mila euro annui (per il quinquennio 2015-2019).

Senza questi interventi le entrate contributive avrebbero subito una evidente contrazione, in linea con l’andamento dei redditi della categoria che tra il 2014 e il 2015 ha smarrito il 5% sia nel reddito medio (transitato da 20.077 euro a 19.091 euro) che del volume d’affari (da 30.952 a 29.403 euro). Un trend che prosegue da alcuni anni, anche e soprattutto a causa della forte crisi che ha colpito il settore negli ultimi anni: dal 2012 a oggi la categoria ha perso circa il 12% delle entrate. E non bisogna dimenticare che tra il 2014 e il 2015 la Cassa italiana di previdenza e assistenza dei geometri ha registrato un calo del 3% degli iscritti passando da 95.098 a 92.289.

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