Professionisti: misure di sostegno e nuovi modelli organizzativi

Professionisti: misure di sostegno e nuovi modelli organizzativi

Come agire per permettere agli studi professionali di accedere alle misure di sostegno messe in campo dalle Regioni? E in quale modo è possibile creare nuovi modelli organizzativi capaci di aprire il mercato ad una rinnovata e più sana concorrenza? Domande di rilievo per tutti i comparti professionali nel nostro paese, ed ancora più urgenti per i professionisti tecnici e quindi anche per la categoria dei geometri. Ma le risposte dove sono?

La scorsa settimana è stato il MISE (il Ministero dello Sviluppo Economico) a tentare di fornire una risposta efficace a tale problematica mediante la seconda riunione del Tavolo “Competitività delle libere professioni”: l’incontro è stato convocato con l’obiettivo precipuo di presentare alle associazioni di professionisti (tra cui Rete delle Professioni Tecniche, Confassociazioni e Confprofessioni) la proposta di una bozza di protocollo d’intesa, da trasmettere alle Regioni, contenente politiche e misure per il rafforzamento della competitività dei professionisti e per superare gli ostacoli che attualmente si presentano nelle differenti realtà territoriali.

Mediante il fondamentale supporto delle Regioni, il protocollo d’intesa mira all’eliminazione e, laddove non fosse possibile integralmente, alla riduzione di quegli ostacoli burocratici che rallentano e disincentivano l’iniziativa economica dei professionisti individuando come destinatari i professionisti italiani iscritti e non iscritti ai rispettivi albi.

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“L’incontro – ha spiegato Simona Vicari, sottosegretario al MISE – risponde all’esigenza di venire incontro alle proposte del mondo delle libere professioni, particolarmente colpite dopo questi anni di crisi. Già nel nostro primo incontro abbiamo focalizzato l’attenzione sulle barriere burocratiche che ostacolano l’attività economica dei professionisti e sulla possibilità di sostenere lo sviluppo imprenditoriale delle libere professioni attraverso incentivi dedicati alla creazione d’impresa ed il sostegno all’autoimprenditorialità”.

Intorno al Tavolo di dialogo si sono seduti, come affermato in precedenza, anche esponenti apicali di Confartigianato e Confprofessioni: dalla confederazione dell’artigianato italiano è stato fatto notare che “le politiche di sviluppo dedicate alle professioni non possono prescindere da una visione generale di interventi a sostegno dell’economia. Inoltre è necessario il rafforzamento della concorrenza nel mercato delle professioni”. Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, invece ha affermato: “Va benissimo rimuovere gli ostacoli burocratici che bloccano lo sviluppo delle professioni sul territorio, ma poi quando ci caliamo nella realtà delle singole Regioni incontriamo sensibilità diverse che possono valorizzare o pregiudicare l’accesso agli incentivi, quasi sempre calibrati sulle imprese”.

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