Rapporto ambiente 2012 ISPRA, consumo di suolo, bonifiche e rifiuti in 51 capoluoghi italiani

Le città italiane e le sfide ambientali del 21° secolo. Produzione di rifiuti, consumo di suolo, bonifiche di siti inquinati: qual è il livello di resilienza dei centri urbani del nostro paese, intesa come capacità del “sistema urbano” di assorbire e compensare le pressioni antropiche e naturali, nonché di risollevarsi dagli eventi disastrosi e dagli effetti dei cambiamenti climatici?

 

A queste domande risponde il Rapporto ISPRA 2012 sulla Qualità dell’ambiente urbano, giunto quest’anno all’VIII edizione e presentato ieri a Roma alla presenza del direttore generale dell’ISPRA, Stefano Laporta, il sottosegretario del Ministero dell’ambiente, Tullio Fanelli, il delegato ANCI alle politiche ambientali Tommaso Sodano, i direttori generali delle Agenzie regionali e delle Province autonome per la Protezione dell’ambiente.

 

Il documento analizza lo stato dell’ambiente in 51 capoluoghi di provincia italiani ed è stato prodotto dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, composto dall’ISPRA e dalle ARPA/APPA. Il Report aggiorna e arricchisce i dati dei principali indicatori ambientali relativi alla qualità della vita nei centri urbani, tra i quali la gestione dell’acqua, il consumo del suolo, l’inquinamento ambientale, la mobilità e i trasporti, il verde pubblico.

 

Il difficile momento di crisi economica rende ancor più necessario un supporto di dati, ricerche ed analisi utili per riorientare le politiche pubbliche e renderle sempre più coerenti con i bisogni concreti dei territori. Le città possono fare moltissimo nell’invertire il senso di marcia delle politiche globali e rappresentano un fattore strategico per la crescita e la competitività del Paese, per permettere di conseguire una qualità diffusa del vivere delle collettività.

 

Un esempio fra tutti, la riduzione delle emissioni climalteranti: le città sono uno dei soggetti “chiave” nella riduzione della CO2, visti i consumi di energia registrati nelle aree urbane nei settori edilizia e trasporti.

 

Secondo le stime condotte a livello mondiale circa due terzi della domanda finale di energia è collegata ai “consumi urbani” e fino al 70% delle emissioni è generato nelle città. Lo stile di vita delle città è quindi evidentemente parte della soluzione

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