Regolamento di confini tra privati: competenza al giudice ordinario

Regolamento di confini

La Corte di Cassazione chiarisce un importante tema in ambito di competenze giudiziarie: il regolamento di confini tra privati rientra infatti nel riparto di competenze del giudice ordinario. Ciò anche quando le risultanze catastali risultino errate. Qualora invece sia richiesto all’amministrazione finanziaria di adeguare o rettificare i dati nei pubblici registri, la competenza rientra nell’alveo della giurisdizione tributaria. A definire tale principio è la Corte di Cassazione (Sezioni Unite) mediante la sentenza n. 2950 depositata il 16 febbraio.

Il confine delle competenze giudiziarie in materia di rendite catastali
Nel caso di specie le comproprietarie di un appartamento e delle relative pertinenze portavano in giudizio, di fronte al Tribunale di primo grado, la proprietaria di un altro immobile presente nello stesso condominio, chiedendo anche l’accertamento delle rispettive porzioni immobiliari, la disapplicazione degli atti catastali recanti identificativi errati e la dichiarazione dell’obbligo di apportare le relative correzioni e rettifiche catastali.

Il Tribunale ordinava l’integrazione del contraddittorio nei confronti del ministero dell’Economia, dichiarando tuttavia il proprio difetto di giurisdizione: nello specifico veniva rilevato che le modifiche catastali appartenessero alla competenza del giudice tributario.

La decisione veniva impugnata, condotta alla Corte di Appello, giungendo poi fino al giudizio di legittimità della Cassazione. Qui le Sezioni Unite hanno chiarito i limiti e i confini della giurisdizione civile e tributaria.

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Gli estremi della decisione
In primo luogo i supremi giudici hanno richiamato l’art. 2 comma 2 del d.lgs. 546/1992, secondo cui appartengono al giudice fiscale le controversie promosse dai possessori concernenti l’intestazione, la delimitazione, la figura, l’estensione, il classamento dei terreni, nonché la consistenza, il classamento e la rendita delle singole unità immobiliari. Il successivo art. 19 dello stesso decreto stabilisce, in tale direzione, che tra gli atti impugnabili ci siano i provvedimenti relativi alle operazioni catastali. La giurisdizione tributaria, tuttavia, è competente ogniqualvolta affiori una controversia in cui emerge una parte pubblica che esercita un potere impositivo: una causa tra privati risulta in questo modo esclusa dal rapporto tributario, esattamente come le azioni di rivendica o di regolamento di confini. In questo caso le ricorrenti avevano richiesto un accertamento, nei confronti di altra proprietaria, dei rispettivi diritti e dei corrispondenti confini, anche previa disapplicazione degli identificativi catastali.

Viene, quindi, in tal modo affermato il principio secondo cui sono di competenza del giudice ordinario le controversie (tra privati o tra privati e pubblica amministrazione) aventi ad oggetto la verifica dell’esistenza ed estensione della proprietà. In queste ipotesi, i dati catastali possono essere utilizzati a fini probatori. Nel caso in cui, invece, vengano poste a contestazione le risultanze dei pubblici registri e sia richiesta una variazione, la competenza rientra nell’alveo della giurisdizione delle commissioni tributarie.

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