Ricostruzione in Abruzzo: dopo il no a Shigeru Ban, polemiche fino in Giappone

A otto mesi dal terremoto ritornano le polemiche sulla ricostruzione in Abruzzo: 18.000 sfollati senza abitazione, le case provvisorie non ancora ultimate, un milione e mezzo di metri cubi di macerie in strada. Sulla stampa intanto sono nati due “casi”: il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha protestato per i ritardi delle aziende impegnate nella ricostruzione, mentre alcune testate italiane e giapponesi hanno aperto una polemica sull’improvviso stop a un progetto dell’archi-star Shigeru Ban.

BERTOLASO MINACCIA LA “GOGNA MEDIATICA”
Le difficoltà della ricostruzione sono state rese note dallo stesso Bertolaso in una conferenza stampa convocata a Coppito. Il capo dipartimento della Protezione civile ha mosso accuse a collaboratori privati e pubblici: ha attaccato le imprese che non hanno rispettato i tempi di consegna dei lavori nei moduli abitativi provvisori, i comuni che hanno disatteso gli impegni assunti, le organizzazioni e gli enti che sono restati chiusi durante il ponte dell’Immacolata, rallentando le pratiche burocratiche legate alla consegna delle abitazioni. Facendo riferimenti a questi collaboratori, ha affermato Bertolaso: “È colpa loro se 3.000 persone non potranno entrare nelle case, come promesso, per la fine dell’anno”.
Contro le ditte inadempienti – “alcune importantissime a livello nazionale” – Bertolaso ha addirittura promesso la gogna mediatica: il loro nominativo verrà pubblicato sul sito della Protezione civile. Poi, azioni punitive: “Sono pronto a strappare i contratti se le imprese non si adegueranno alla nostra tempistica”.

IL CASO SHIGERU BAN: LA POLEMICA NASCE IN GIAPPONE
In questi giorni, diverse testate nazionali hanno riportato anche una polemica aperta dallo Yomiuri Shinbun, il più importante quotidiano giapponese. “All’Aquila, assistenza giapponese sospesa unilateralmente”, questo il titolo del quotidiano (12 milioni di copie) a proposito del caso che vede protagonista l’archi-star Shigeru Ban, specializzato in progettazioni in zone colpite da terremoti o tsunami. In accordo con il governo giapponese e con il premier Taro Aso, Shigeru Ban si era attivato per il recupero del conservatorio “Alfredo Cascella” dell’Aquila, danneggiato durante il terremoto: in attesa del restauro dell’edificio, aveva progettato a titolo gratuito un nuovo conservatorio e un auditorium capace di ospitare 600 persone. Costo della realizzazione: 1,5 milioni di euro, 500.000 dei quali già messi a disposizione dal premier giapponese Taro Aso. Al resto ci avrebbe pensato lo stesso architetto con la sua Ong, la Voluntary architets network.
Alla fine però il progetto è naufragato, tra le proteste dell’ambasciata giapponese nei confronti di Guido Bertolaso. Il nuovo conservatorio è stato realizzato in una struttura provvisoria con gara d’appalto gestita dalla Protezione civile: tre megacapannoni realizzati con moduli edilizi allestiti per usi scolastici provvisori, al prezzo complessivo di 6 milioni di euro, quattro volte in più rispetto all’opzione giapponese.

Per approfondimenti:
Protezione civile

Foto Corpse Reviver

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