Riforma del Catasto, i principi validi esistenti non si gettino alle ortiche

Riforma del Catasto, i principi validi esistenti non si gettino alle ortiche

Molti dei principi ispiratori delle norme catastali vigenti e molte delle modalità attuative della formazione e conservazione del nuovo catasto edilizio urbano sarebbero da riprendere nella futura riforma del catasto fabbricati. A dirlo è il presidente del Collegio dei Geometri e Geometri laureati della Provincia di Bologna, Stefano Dainesi, intervenuto la scorsa settimana presso la Confedilizia del capoluogo emiliano in occasione della Festa del Condominio (qui il testo integrale dell’intervento).

Per Dainesi, aldilà di ogni valutazione strettamente fiscale, “l’attuale catasto costituisce una banca dati di indubbio valore e, soprattutto, affidabile e aggiornata quasi in tempo reale”.

Per quanto è dato sapere, ha proseguito Dainesi nel suo intervento, “la riforma del catasto fabbricati annunciata modificherà radicalmente i riferimenti estimativi e dimensionali esistenti, introducendo il dato del valore medio ordinario basato su quello della superficie catastale, con inevitabili ricadute sulla situazione patrimoniale di riferimento tributario di ogni singolo contribuente”.

Per il presidente dei Geometri bolognesi, dunque, sarà “essenziale che il mondo professionale tecnico segua costantemente i processi evolutivi della norma, per ricoprire, ancora una volta, la funzione fiduciaria e di riferimento che da sempre gli viene affidata dal cittadino”.

Dainesi ha inoltre ricordato come si debba vincere, una volte per tutte, la tentazione di considerare il bene “casa” quasi solo esclusivamente come “cespite primario della tassazione, soltanto perché diffuso e di relativamente semplice individuazione”.

“Occorre ridare alla casa”, ha proseguito il numero uno dei Geometri bolognesi, “il ruolo che da sempre ha per le famiglie e per l’impresa, quale imprescindibile pilastro della valorizzazione del sistema Italia”.

E dunque si guarda con comprensibile aspettativa la prossima riforma del catasto “annunciata come imminente e radicale”, ricorda Dainesi, “ma che in realtà ha visto negli ultimi mesi qualche ritardo nella tempistica prevista”.

Riforma del Catasto: a che punto siamo?

Nel suo intervento, Dainesi ha ripercorso la storia del Catasto italiano e ha puntualizzato alcuni dei passaggi più significativi delle norme a oggi emanate con la legge delega fiscale (legge 11 marzo 2014, n. 23).

– La distinzione delle unità immobiliari in ordinarie e speciali.

– La determinazione del valore medio ordinario e della rendita media ordinaria delle unità immobiliari ordinarie con utilizzo del metro quadrato come unità di consistenza e utilizzo delle funzioni statistiche usate per esprimente la relazione tra il valore di mercato e redditi.

– La ridefinizione delle competenze e del funzionamento delle Commissioni censuarie.

– La cooperazione e lo scambio di informazioni fra Agenzia e amministratori locali per favorire l’accesso di professionisti e cittadini ai dati catastali.

– La possibilità di impiegare da parte dell’Agenzxia ai fini delle rilevazioni, tecnici incaricati dagli Ordini e dai Collegi professionali e di utilizzare dati e informazioni sugli immobili posseduti, fornite dai contribuenti.

– Garantire l’invarianza di gettito delle singole imposte, il cui presupposto e la cui base imponibile sono influenzati da stime di valori patrimoniali e rendite.

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