Riforma del Condominio, il testo di legge e cosa cambia in concreto

Con il via libera definitivo da parte della Commissione giustizia del Senato, la Riforma del Condominio diventa legge e si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per l’ufficialità. Il testo entrerà poi in vigore 180 giorni dopo la data di approdo sulla G.U (scarica Riforma di Condominio, testo in PDF).

 

Proviamo con l’aiuto dell’avvocato Gianfranco Di Rago, blogger del quotidiano online Ediltecnico.it ed autore di un volume di prossima pubblicazione insieme a Giuseppe Bordolli sul tema, a individuare le novità principali di questa Riforma del Condominio.

 

“Per il cambio della destinazione d’uso delle parti comuni”, dice Di Rago, “saranno sufficienti dei quorum più bassi di quelli attuali, consentendo quindi con più facilità all’assemblea di deliberare in materia”.

 

Novità anche per quanto riguarda l’impianto di riscaldamento condominiale. “La riforma del condominio prevede espressamente la possibilità per il condomino di rinunciare all’utilizzo delle parti comuni, come ad esempio l’impianto di riscaldamento o quello di condizionamento, qualora dalla sua rinuncia non derivino notevoli squilibri di funzionamento né aggravi di spesa per gli altri condomini”, spiega Di Rago.

 

Altro elemento di discontinuità con il passato coinvolge le tabelle millesimali, che potranno essere modificate anche a maggioranza e non più soltanto all’unanimità.

 

Riforma del condominio e amministratore
L’amministratore, che potrà essere anche una società, dovrà essere in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado e sottoporsi a corsi di formazione periodici, oltre a possedere altri requisiti previsti in modo specifico dalla legge di riforma. Durerà in carico due anni, invece che uno solo, e sarà chiamato a svolgere la propria attività in modo più rigoroso e professionale, attenendosi a tutta una serie di obblighi fissati direttamente dalla legge: attivando uno specifico conto corrente condominiale; sottoscrivendo una specifica polizza assicurativa; esponendo in un luogo accessibile al pubblico una targhetta con i propri dati e recapiti; curando rigorosamente l’anagrafica dei condomini e tutti gli altri registri previsti obbligatoriamente dalla legge; attivando un sito internet condominiale su richiesta dell’assemblea; non potendo più accettare deleghe dai condomini per la partecipazione all’assemblea.

 

 

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