Riforma lavori pubblici: le 5 cose buone secondo FINCO

Mentre prosegue l’iter del testo di riforma dei lavori pubblici e degli appalti presso la Commissione Lavori pubblici del Senato, la Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni (FINCO) esprime un giudizio decisamente positivo sul progetto.

 

In particolare, i costruttori di FINCO ritengono 5 punti in particolare molto positivi, che sono strati recentemente illustrati nella loro periodica newsletter. Si tratta del pagamento diretto dei subappaltatori, del sistema di qualificazione degli operatori economici, della valorizzazione della fase progettuale, dell’avvalimento e della costituzione dell’Albo dei Commissari esterni per l’aggiudicazione delle gare.

 

Vediamo dunque in sintesi le 5 cose buone che contiene, secondo i costruttori, questa nuova riforma degli appalti.

 

Iniziamo dal pagamento diretto dei subappaltatori. Se la proposta in esame al Senato passerà, spiegano da FINCO, in caso di inadempimento da parte dell’appaltatore, sarà la Stazione Appaltante a provvedere al pagamento diretto dei subappaltatori.

 

I concorrenti avrebbero inoltre l’obbligo di indicare, in sede di presentazione dell’offerta, le parti del contratto che intendono subappaltare e una terna di nominativi di subappaltatori per ogni tipologia di lavorazione.

 

Secondo punto qualificante del dispositivo di legge in discussione è il sistema di qualificazione degli operatori economici, che dovrebbe venire rivisto non solo in base ai criteri di omogeneità e trasparenza, ma prevedendo anche la verifica delle capacità reali e delle competenze tecniche e professionali delle imprese, nonché delle attività effettivamente eseguite.

 

Terzo elemento sicuramente positivo è il ritorno della centralità del progetto. La valorizzazione della fase progettuale negli appalti pubblici e nelle concessioni di lavori, promuove anche la qualità architettonica e tecnico – funzionale e limitando il ricorso all’appalto integrato. Si torna a seguire il principio che non è solo il risparmio fine a se stesso l’unico elemento di cui tenere conto. Un progetto valido e curato, infatti, consentirà di evitare operazioni di manutenzioni straordinarie in futuro e guasti imprevisti.

 

Altro punto giudicato positivamente dei costruttori della Federazione è il contratto di avvalimento, che dovrà indicare nel dettaglio le risorse e i mezzi prestati, con particolare riguardo ai casi in cui l’oggetto di avvalimento sia costituito da certificazioni di qualità o certificati attestanti il possesso

di adeguata organizzazione imprenditoriale ai fini della partecipazione alla gara, e rafforzando gli strumenti di verifica circa l’effettivo possesso dei requisiti e delle risorse oggetto di avvalimento da parte dell’impresa ausiliaria nonché circa l’effettivo impiego delle risorse medesime nell’esecuzione dell’appalto.

 

Importante poi anche la previsione di un Albo di Commissari esterni, cui attingere in occasione delle gare.

 

Tutto bene? Non proprio

Ma il giudizio sulla riforma degli appalti pubblici non è completamente positivo. Sempre FINCO, infatti, giudica negativo l’emendamento che reintrodurrebbe la pubblicità legale sui giornali a carico degli aggiudicatari.

 

“Sembra quasi – commentano ironici i costruttori – che chi vince una gara debba essere gravato dell’onere di contribuire al mantenimento dei quotidiani”.

 

Peraltro, conclude il commento, è del tutto improprio inserire tale obbligo nella legge delega, di fatto blindando non solo il futuro codice ma anche i successivi tentativi di modificarne la disciplina in esame: una Legge delega dovrebbe tracciare i principi generali e le linee guida essenziali da seguire in sede di recepimento di norme comunitarie, non spingersi a disciplinare una aspetto cosi di dettaglio.

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