Ripristino del calcestruzzo: a Milano nuova vita per Palazzo Coduri

A Milano è stato portato a termine il restauro conservativo delle facciate di Palazzo Coduri, edificio ottocentesco situato nei pressi della Galleria Vittorio Emanuele. Il restauro si segnala in particolare per il ripristino del calcestruzzo ammalorato, ripristinato con malte Tassullo. 

IL PALAZZO 
Si tratta di un’imponente architettura che si eleva per sette piani nel pieno centro storico della città. Il basamento, costituito dai primi due piani, e il corpo mediano dei tre piani sovrastanti sono rivestiti con un paramento in intonaco cementizio tipo bugnato, caratterizzato dai portoni d’ingresso impreziositi da semicolonne, lesene e cariatidi e da elementi aggettanti e decorativi: balconi e finestre con timpani e cornici modanate, diversi medaglioni, capitelli e teste di leone. Gli ultimi due livelli, semplicemente intonacati, presentavano campiture gialle esteticamente discordanti con l’immagine unitaria dell’edificio originale.

L’INTERVENTO
Il recentissimo intervento di restauro conservativo, condotto dall’impresa GF Marcato di San Giuliano Milanese, ha interessato la completa pulitura dei prospetti, evitando lavorazioni invasive e aggressive per i materiali, nel rispetto dei segni del tempo. I lavori sono stati preceduti da diversi momenti di diagnosi scientifica e da fasi di studio preliminare, comprendenti indagini materiche e campionature-prove di pulitura non invasive in cantiere, fino all’individuazione della corretta metodologia conservativa e dei prodotti più idonei con relative composizioni percentuali da utilizzare sia per la pulitura graduata che per i ripristini.

LE LAVORAZIONI ESEGUITE
• Pulizia a secco per rimuovere i depositi più coerenti e demolizione delle parti pericolanti, laddove necessario, quindi, pre-consolidamento e messa in sicurezza dei materiali del paramento;
• Pulizia graduata a umido con l’impiego prodotti specifici per il restauro e di impacchi di polpa di carta in miscela appositamente studiata durante le prove preliminari, seguita da risciacqui con acqua deionizzata e aspirazione dell’impacco;
• Restauro dell’apparato decorativo e degli intonaci tramite la chiusura di tutte le crepe e fessurazioni con iniezioni di prodotti consolidanti; stuccature e reintegrazioni plastiche delle parti ammalorate o mancanti;
• Protezione delle superfici tramite impregnazione con prodotti idonei non pellicolanti e stesura finale dello strato di idrorepellente traspirante, nelle parti basse, a prova di graffiti.

IL RIPRISTINO DEL CALCESTRUZZO
L’individuazione del ciclo più idoneo al ripristino del calcestruzzo ammalorato ha rappresentato una fase importantissima del progetto di restauro. Gran parte delle facciate è infatti costituita da intonaci a base cementizia risalenti all’epoca di costruzione dell’edificio, perciò a circa un secolo e mezzo fa. É stato necessario formulare miscele di intonaco e di malte nonché rasante che presentassero caratteristiche compositive, tecnico-prestazionali e granulometriche il più possibile simili a quella dei materiali originali. La scelta è caduta in particolare sui prodotti Tassullo, specifici per il trattamento conservativo delle strutture in calcestruzzo. Si sono usati in particolare i prodotti seguenti.

TCA3/T. Si tratta di una malta tixotropica fibro-rinforzata a base di speciali leganti idraulici, con inerti di granulometria massima 4 mm, dotata di elevate adesione e resistenza, bassa permeabilità all’anidride carbonica e all’acqua, ritiro controllato. È stata applicata a mano nella riparazione e nel ripristino degli elementi in calcestruzzo, in particolare nelle zone dove è stata riscontrata la necessità di applicare una malta ad elevate caratteristiche meccaniche e a ritiro controllato (ripristino dei balconi e dei timpani sopra le finestre).

TP-551. Questo protettivo pronto monocomponente, senza solventi e nitriti, è stato applicato a pennello come passivante dei ferri d’armatura affioranti e portati alla luce in seguito alle demolizioni, per inibirne la corrosione. L’azione combinata con la malta TCA3/T garantisce il ritorno dell’armatura alle condizioni di passività ideali (utilizzato su tutti i ferri affioranti o affiorati durante il lavoro, tipicamente sui balconi e in prossimità delle lattonerie sui cornicioni e timpani delle finestre).

TCA1. Lo speciale rasante anti-carbonatazione è stato applicato in seguito all’asportazione delle polveri, delle croste nere, dei materiali organici e dopo l’applicazione a mano di appositi impacchi di pulitura graduata. Realizzato con leganti idraulici e inerti selezionati con granulometria massima 0,5 mm, possiede un elevato potere di aggrappo e bassa permeabilità all’anidride carbonica e all’acqua: viene utilizzato a completamento degli interventi di ripristino con malte TCA3/T, fornendo ulteriore protezione anche alle armature metalliche (utilizzato per il ripristino degli intonaci e per la finitura delle reintegrazioni plastiche degli elementi architettonico-decorativi).

Per approfondimenti:
www.tassullo.it

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